'Ndrangheta: tra confessioni ritrattate e tensioni nel clan (NOMI)
La lunga amicizia tra Francesco Patitucci e Roberto Porcaro, costruita negli ambienti della 'ndrangheta cosentina, ha subito una brusca svolta quando Porcaro ha iniziato a collaborare con la giustizia. Dopo aver riempito verbali di testimonianze contro diversi esponenti della malavita, inclusi Patitucci e altri affiliati alla 'ndrangheta, Porcaro ha successivamente ritrattato le sue accuse durante il processo abbreviato "Reset".
Durante l'ultima udienza, Patitucci ha espresso il suo disappunto riguardo al comportamento di Porcaro, dicendo: «Roberto Porcaro era un bravo ragazzo, ma si è inventato delle cose assurde». Ha inoltre negato l'esistenza di una presunta Confederazione criminale nel Cosentino, ribadendo: «Non esiste nessuna Confederazione, tutto è finito nel 2011».
Dall’altra parte, Porcaro ha risposto definendo Patitucci «un amico», ma ha precisato: «Per un bene non si può pagare un’associazione mafiosa». Ha inoltre raccontato la sua delusione quando, nel 2022, ha ricevuto l’ordinanza dell’inchiesta "Reset", dicendo di essere rimasto amareggiato da riferimenti personali contenuti nelle intercettazioni. «Avrei preferito che il discorso si fosse tagliato subito», ha commentato riferendosi alle accuse. Il confronto tra i due ex amici ha messo in luce un rapporto ormai segnato da accuse reciproche e delusioni, all'interno di un contesto di confessioni ritrattate e tensioni legate alla criminalità organizzata di Cosenza.
