Emanate le nuove norme per la celebrazione dei sacramenti. Banditi gli eccessi e le esagerazioni, ma pure fiori e musiche non liturgiche nei matrimoni

di ILARIA LENZA

fioriTempi duri sono in arrivo per fiorai, musicisti e fotografi. Per i professionisti dei matrimoni, ai quali non sarà più consentito abbellire, adornare, arricchire la funzione religiosa dei giovani sposi del Vibonese. La diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea ha emanato le nuove norme per una degna celebrazione dei sacramenti. Disposizioni approvate lo scorso ottobre ma entrate in vigore solo da qualche mese, allo scopo di contenere lo spreco e il lusso durante le celebrazioni. Fiori, canti ed esagerazioni sono banditi dalle chiese dell'intero territorio, in cui a prevalere è la volontà del celebrante.

"Il matrimonio è un sacramento". Un intervento evidentemente ritenuto necessario alla luce degli eccessi andati in scena sull'altare. Un luogo in cui, secondo la diocesi, avviene "un incontro di famiglie", che "non può essere scambiato in cerimonia folkloristica" o in uno spettacolo "profano e consumistico".  Ogni singolo aspetto della celebrazione del rito è stato per questo analizzato. E ne è venuto fuori che ad un luogo sacro non si adattano abiti dalle scollature esagerate, né per gli sposi né per gli invitati. Ma non solo.

matrimonio Musiche e canti. Sia i canti che le musiche ammesse per fare da sfondo alla celebrazione devono essere necessariamente di stampo liturgico. Non sono più consentite melodie "di sapore profano e cinematografico, che non rispondono alle esigenze liturgiche e non consone al luogo sacro". Vietate anche le storiche sinfonie religiose, non strettamente ecclesiastiche, per esempio le marce nuziali di Wagner e Mendelsshon o l'Ave Maria di Subert. E non è ammessa neppure "la libera iniziativa": ogni decisione deve essere assunta di raccordo con il proprio celebrante.

fiori-per-matrimonio_NG1Fiori e fiorai. Stesso discorso, forse anche più rigido, per i fiorai. "I fiori non servono ad abbellire tutta la chiesa", ma solo a creare un clima di festa. Pertanto, "le composizioni dei fiori sono consentite solo intorno all'altare, dove si svolge il rito". Banditi i nastrini, i fiori e ogni genere di decorazione sugli altari laterali e tra i banchi, e non consentiti archi e tagli di nastri all'ingresso della chiesa. Insomma, il concetto appare chiaro: "sono i fiorai tenuti ad adattarsi alla chiesa e non il contrario".

Foto e video. Ai fotografi si chiede in buona sostanza di seguire le regole imposte dal buon gusto e dal decoro. Si chiede loro di "essere rispettosi dei momenti liturgici e della sacralità del luogo". E i divieti si estendono al loro esercizio: vietato per le riprese girare fra i banchi, salire sull'altare e usare apparecchiature particolari e pericolose (per esempio i droni).

Il vademecum del celebrante. La comunità dei fedeli, in particolare i giovani sposi, è in fermento e in agitazione per le decisioni assunte dalla diocesi, alla quale più d'uno contesta sprechi talvolta imposti dagli stessi celebranti. Ebbene, il vademecum scritto a regolamentazione dei matrimoni chiarisce la posizione della diocesi anche su questo aspetto e lo fa apertamente: "E' da rimuovere - si legge - lo scandalo della richiesta di emolumenti sproporzionati, sia pure motivati dal dover tenere in ordine e pulito l'edificio sacro". Stessa "raccomandazione" viene fatta ad organisti e cori, affinché si contengano nelle richieste di compenso, spesso altrettanto esagerate.