Voto di scambio, traffico di droga ed estorsione. E' la presunta associazione mafiosa smantellata dalla Guardia di Finanza di Taranto, sulla base di un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Arrestate ventinove persone, di cui ventisei in carcere e tre ai domiciliari, mentre altre trenta sono indagate a piede libero. Tra gli arrestati, il sindaco di Statte Francesco Andrioli e gli assessori Ivan Orlando e Marianna Simeone, accusati di scambio elettorale politico mafioso aggravato. In occasione delle elezioni comunali del 2021, uno degli indagati, il presunto capoclan Davide Sudoso, attraverso propri fiduciari, si sarebbe adoperato per raccogliere voti in favore di alcuni candidati, oggi amministratori del Comune, ottenendo in cambio somme di denaro, buoni pasto, schede carburanti e perfino biglietti per il luna park nonché la promessa di commesse pubbliche a imprese compiacenti. Arrestato anche Rocco Lucio Scalera, dirigente amministrativo di una società di servizi tarantina, la Kyma Ambiente. Mentre è indagato per rivelazione di segreti d'ufficio aggravata il comandante della Polizia locale di Statte. che avrebbe avvisato Sudoso dell'avvio dei controlli delle attività commerciali da parte delle forze di polizia.

L'inchiesta riguarda anche un attentato incendiario, addebitato all'organizzazione criminale e avvenuto a Crispiano il 19 marzo 2021, destinato alla moglie di un carabiniere che indagava sulle attività del clan ma che colpì altre persone.

Sigilli a beni del valore di circa 6,4 milioni di euro. Per eludere il sequestro, alcuni indagati avrebbero intestato a “prestanome” imprese, beni mobili e immobili ubicati a Taranto e Statte.