Esplose il 2 agosto scorso tre colpi di pistola all'indirizzo dello zio - fortunatamente andati a vuoto - al culmine di una lite in località Savini di Sorianello. Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha nel pomeriggio condannato per i reati di spari in luogo pubblico, porto e detenzione illegale di arma da fuoco clandestina, Francesco Mangiardi, 36 anni, di Sorianello. La pena inflitta dai giudici ammonta a 2 anni di reclusione, mentre il pm Filomena Aliberti aveva chiesto una condanna a 4 anni ed 8 mesi di reclusione. L'imputato, difeso dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Vincenzo Galeota, è stato assolto dall'accusa di ricettazione dell'arma. Il Tribunale, contestualmente alla condanna, attesa la sospensione condizionale della pena, ha revocato gli arresti domiciliari per l'imputato che si trovava in tale regime detentivo dal 3 agosto scorso, giorno di convalida dell'arresto da parte del Tribunale di Vibo. La sparatoria ai danni dello zio, M.A., di 79 anni, era avvenuta intorno alle 5 di pomeriggio del 2 agosto scorso nei pressi dell'abitazione dell'anziano. La pistola usata nella sparatoria era stata ritrovata dai carabinieri della Stazione di Soriano Calabro, diretti dal maresciallo Barbaro Sciacca, e sequestrata. L'accusa mossa inizialmente a Francesco Mangiardi era di tentato omicidio ma in seguito era stata derubricata in quella più lieve di spari in luogo pubblico.  (g.b.)