Un patrimonio da oltre 3 milioni di euro è stato sottratto definitivamente a un’imprenditrice di origine cinese residente nel Bolognese, condannata per riciclaggio di denaro proveniente dal traffico internazionale di stupefacenti. La confisca è stata eseguita dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza di Bologna in attuazione di un provvedimento emesso dal Tribunale del capoluogo emiliano.

Il provvedimento riguarda beni immobiliari e mobiliari, oltre a disponibilità finanziarie. Nel dettaglio sono stati acquisiti al patrimonio dello Stato tre società attive nel settore immobiliare e nella gestione di sale da gioco, sedici immobili e tre rapporti bancari, oltre a somme di denaro contante per un valore superiore ai 150 mila euro.

Le indagini patrimoniali, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Bologna e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno ricostruito un articolato sistema di reinvestimento di capitali ritenuti illeciti.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’imprenditrice sarebbe stata coinvolta in un meccanismo finalizzato a ripulire e reinserire nell’economia legale somme derivanti dal traffico internazionale di droga gestito da un’organizzazione criminale operante in Emilia-Romagna e ritenuta contigua ad ambienti della ’ndrangheta reggina e crotonese.

Gli approfondimenti economico-finanziari sono proseguiti per quasi due anni nell’ambito di una complessa attività investigativa che ha consentito di ricostruire la sproporzione tra il patrimonio disponibile e le fonti di reddito dichiarate, portando alla confisca definitiva dei beni.