La Guardia di finanza ha eseguito una raffica di perquisizioni nei confronti di esponenti delle istituzioni, pubblici ufficiali ed imprenditori. Chieste 12 interdittive per funzionari Sacal

Tre arresti, dodici richieste di sospensione dai pubblici uffici e quaranta indagati. Sono i numeri dell'operazione “Eumenidi”, autentica bufera giudiziaria che si abbatte sulla società di gestione dell'aeroporto internazionale di Lamezia Terme, la Sacal. 

Indagati.  Ai domiciliari sono finiti il presidente Massimo Colosimo, il direttore generale Pierluigi Mancuso e la dirigente dell'ufficio legale e affari generali Ester Michienzi. I provvedimenti sono stati emessi dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Lamezia Terme che ha coordinato tutta l'inchiesta. Per altre dodici persone è stata invece chiesta l'applicazione della misura interdittiva della sospensione dei pubblici uffici. Si tratta di dirigenti e funzionari della Sacal.

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Le accuse. Le indagini preliminari condotte dai sostituti procuratori Marta Agostini e Giulia Maria Scavello, dal Gruppo della Guardia di finanza e dalla Polizia di Frontiera, hanno consentito di accertare "la perpetrazione di gravi delitti contro la pubblica amministrazione". Si va dal peculato alla corruzione, dall'abuso d'ufficio al millantato credito.


Raccomandati. Molte condotte illecite contestate agli indagati riguardano l'irregolare gestione del progetto “Garanzia giovani” finanziato con fondi pubblici, finalizzato ad inserire in un tirocinio retribuito alla Sacal solo soggetti meritevoli e rispondenti a precisi requisiti. Le indagini avrebbero invece dimostrato che, "in seguito alle pressioni indebite di ogni tempo, perpetrate anche da politici locali e dirigenti pubblici, siano stati selezionati soltanto amici e parenti degli indagati, attraverso interventi artificiosi sulle procedure di selezione previste dal bando pubblico".

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Bella vita. La Guardia di finanza avrebbe anche accertato numerosi episodi di peculato da parte della dirigenza della Sacal concretizzatisi in viaggi, pranzi, soggiorni per scopi personali effettuati nelle strutture recettive di lusso "con indebita imputazione dei relativi costi (spesso assai elevati) al bilancio della socità a partecipazione pubblica".

Consulenze "fantasma". Dalle indagini sono anche emersi ulteriori episodi illeciti relativi all'affidamento di consulenze "fantasma" per decine di migliaia di euro e artefatte selezioni di personali per incarichi interni, tutti lautamente retribuiti con soldi pubblici e affidati a soggetti che - secondo quanto riferisce un comunicato delle Fiamme gialle - sarebbero "risultati in possesso di requisiti inferiori rispetto agli altri concorrenti illegittimamente esclusi, ricorrendo ad atti falsi". 

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