Tentata estorsione a Capo Vaticano: tre condanne ed un'assoluzione
La sentenza è stata emessa dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia nell'ambito del processo sull'aggiudicazione del servizio di noleggio auto nella zona di Ricadi
Tre condanne ed un'assoluzione. Questa la sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Lorenzo Barracco, giudici a latere Anna Moricca e Graziamaria Monaco) nei confronti di cinque imputati di Ricadi accusati di tentata estorsione ai danni di Domenico Ottavio, che nell'estate del 2007 si era proposto quale tassista nella zona di Ricadi. A 5 anni e 4 mesi di reclusione è stato condannato Antonio Tripodi, 43 anni, di Santa Domenica di Ricadi; a 4 anni di reclusione Nicolino La Sorba, 52 anni, di San Nicolò di Ricadi e Francesco Perfidio, 49 anni, di Spilinga. Assolto, invece, Giacomo Albanese, 56 anni, di Tropea, difeso dall'avvocato Filippo Accorinti.

Tentata estorsione aggravata dall’uso di un’arma arma da fuoco il reato per il quale il Tribunale ha ritenuto colpevoli tre imputati su quattro. Diverse rispetto alla sentenza erano state le conclusioni della pubblica accusa rappresentata in aula dal pm Claudia Colucci che aveva concluso la requisitoria con le seguenti richieste di pena: 2 anni ed 8 mesi di reclusione Antonio Tripodi; 2 anni e 5 mesi Nicolino La Sorba; 3 anni e 4 mesi per Giacomo Albanese, mentre l'assoluzione era stata richiesta per Francesco Perfidio.

Secondo l'accusa, Ottavio Domenico, di Cessaniti, si sarebbe proposto quale tassista nella zona di Ricadi, finendo poi per denunciare quattro persone operanti nel medesimo settore. Ad avviso degli inquirenti, i quattro imputati si sarebbero portati a Capo Vaticano per affrontare la parte offesa, minacciandola ripetutamente sia a mezzo di telefono (materialmente Nicolino La Sorba) che direttamente di persona dicendo alla parte offesa che,se avesse continuato ad esercitare la propria attività di noleggio auto con conducente nella zona di Ricadi, invadendo un territorio non coperto dalla propria licenza di trasporto, gli avrebbero bruciato i furgoni e non gli avrebbero fatto passare notti tranquille (accusa riferita in particolare a Giacomo Albanese di Tropea). In un'occasione, infine, Antonio Tripodi avrebbe puntato una pistola alla pancia, secondo l'accusa, di Domenico Ottavio. (g.b.)
