La Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini per l’inchiesta "Alibante", che ha scoperchiato – nel maggio 2021 – il pentolone delle infiltrazioni mafiose nell’area del medio Tirreno catanzarese. Nel mirino affari e interessi del presunto clan facente riferimento al boss Carmelo Bagalà, che avrebbe legami con organizzazioni criminali in provincia di Cosenza, nella Piana di Gioia Tauro e nelle province di Vibo Valentia e Caserta. Il clan avrebbe controllato, tra i comuni di Nocera Terinese e Falerna, attività commerciali e turistiche, con interessi in appalti e servizi pubblici. E anche in politica. Tra gli indagati anche l’ex sindaco di Falerna Giovanni Costanzo, che avrebbe promesso il cambio di destinazione d’uso di un terreno per ottenere il sostegno elettorale di Bagalà.

Sono 31 i destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Risultano invece stralciate 12 posizioni, tra cui quella del giornalista calabrese Pasquale Motta.

L'avviso di conclusione indagini ha riguardato le posizioni di:
Carmelo Bagalà
Domenico Aragona
Ferdinando Aragona
Francesca Bagalà
Maria Rita Bagalà
Emilio Barletta
Peppino Calidonna
Francesco Cardamone
Renzo Cardamone
Antonio Cario
Alfredo Carnevale
Giovanni Costanzo
Vincenzo Dattilo
Francesco Antonio De Biase
Luigi Ferlaino
Alessandro Gallo
Mario Gallo
Raffaele Gallo
Antonio Gedeone
Umberto Gedeone
Andrea Gino Giunti
Roberto Isabella
Giovanni Eugenio Macchione
Vittorio Macchione
Antonio Rosario Mastroianni
Vittorio Palermo
Eros Pascuzzo
Benito Provenzano
Alessandro Rubino
Antonio Pietro Stranges
Maria Rosaria Virardi.

Risultano invece stralciate le posizioni di: Rosario Aragona, Michele Aragona, Ugo Barletta, Paolo Cosentino, Luciano Gerardo Esposito, Luca Furgione, Salvatore Grandinetti, Bruno Malvaggio, Pasquale Motta, Enzo Pandolfo, Giuseppe Scandinaro, Gino Strangis.