Operazione della Compagnia della Guardia di finanza che ha scoperto una piantagione di circa 1500 metri quadrati. Una affare di un milione di euro

Continua l’attività di controllo del territorio della Guardia di finanza di Vibo che in questo periodo è finalizzata, in modo particolare, al contrasto del diffuso fenomeno della coltivazione illecita di cannabis indica. Grazie al preliminare lavoro informativo ed al capillare monitoraggio dei luoghi tradizionalmente utilizzati per l’impianto delle piantagioni (zone impervie solitamente in aree demaniali o incolte) ed alle continue attività di ricerca e controllo, i finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, hanno individuato, in località Targani del Comune di Filadelfia, occultata tra alberi di alto fusto e difficilmente raggiungibile attraverso piante di rovi e di macchia mediterranea, una coltivazione illegale, organizzata su un’area nella disponibilità di uno degli arrestati, estesa circa 1.500 metri quadrati (grande quanto tre campi da tennis), con piante di cannabis indica dell’altezza variabile tra novanta centimetri e un metro e mezzo.

Arrestati in flagranza di reato. L’attività di osservazione ed appostamento all’uopo effettuata, ha permesso di individuare ed arrestare in flagranza di reato due soggetti, C.R. cl ’73 (con precedenti specifici per traffico di stupefacenti e reati associativi vari) e F.G. cl ‘59 (incensurato) mentre erano intenti ad irrigare, mediante un efficiente sistema automatizzato, la coltivazione in rassegna. Quanto scoperto è stato comunicato alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, competente per territorio, che ha disposto dopo opportuna campionatura dello stupefacente, l’estirpazione delle piante di canapa indiana e l’immediata distruzione nonché la custodia cautelare in carcere per C.R ed ai domiciliari per F.G.

Affare da un milione di euro. La coltivazione, a fioritura completa, avrebbe prodotto almeno 4 quintali di marijuana. Lo stupefacente, una volta essiccato ed immesso sul mercato, avrebbe fruttato un guadagno di oltre 1.000.000 euro. Le indagini delle Fiamme Gialle sono ancora in corso per accertare ulteriori responsabili nell’attività illecita in rassegna.

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