Meridionale Petroli di Vibo, Limardo all’attacco: «Accesso agli atti, Romeo dica la verità»
L’ex sindaco incalza: «Troppi dubbi e opacità, basta annunci. I cittadini meritano chiarezza»

Niente più annunci, ma carte alla mano. Sul caso della delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli a Vibo Marina si accende lo scontro politico, con l’ex sindaco Maria Limardo che passa all’attacco e chiama in causa direttamente l’attuale amministrazione.
Il punto di rottura è chiaro: la trasparenza. Limardo, oggi esponente della Lega, ha infatti annunciato di aver depositato un formale accesso civico generalizzato (FOIA) al Comune di Vibo Valentia per ottenere tutta la documentazione relativa alla vicenda. «Le chiacchiere stanno a zero, i documenti no», afferma senza mezzi termini, sottolineando la necessità di fare piena luce su un dossier che continua a sollevare interrogativi.
E qui il tono si fa ancora più duro. Secondo l’ex primo cittadino, la gestione della questione sarebbe caratterizzata da «contorni estremamente opachi», con una distanza sempre più evidente tra le dichiarazioni del sindaco Enzo Romeo e quelle della stessa Meridionale Petroli. Una discrepanza che, a suo dire, può essere colmata solo attraverso l’accesso agli atti.
Nel mirino finiscono atti e passaggi ben precisi: dai verbali alle comunicazioni ufficiali, fino alla manifestazione di interesse che – secondo quanto emerso – sarebbe stata presentata dalla società Waterfront Srl. «Ma chi è? Quale proposta ha avanzato? E ci sono altri soggetti coinvolti di cui non si sa nulla?» incalza Limardo, sollevando dubbi anche sulla gestione complessiva di un’operazione che, secondo le stime, si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di euro.
Una cifra importante, che rende la partita tutt’altro che secondaria. «Non può essere gestita come un affare privato tra pochi eletti», afferma, mettendo in discussione metodo e trasparenza dell’azione amministrativa.
Ma c’è di più. Limardo avverte che, qualora i documenti dovessero confermare la versione della società – ovvero l’assenza di aree individuate e di finanziamenti concreti – si aprirebbe uno scenario ancora più pesante, con responsabilità politiche evidenti.
Da qui l’affondo finale, diretto: «I cittadini di Vibo Marina meritano rispetto». E soprattutto risposte. Il sindaco, ricorda Limardo, ha ora 30 giorni per esibire gli atti richiesti. In caso contrario, lo scontro è destinato ad alzare ulteriormente il livello, in una vicenda che si conferma sempre più centrale per il futuro del territorio.
