"La dottoressa Lia Staropoli ha sempre ricevuto gravissime minacce per la sua attività gratuita di sensibilizzazione su un territorio particolarmente difficile, ma dal 2016 è diventata costante bersaglio di minacce, insulti e atti persecutori da parte di persone che appartengono o sono vicine ad una particolare 'ndrina". Queste la premessa che il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha usato nell'interrogazione presentata al ministro della Giustizia Marta Cartabia per chiedere se "il ministro sia a conoscenza" della vicenda che riguarda dottoressa Staropoli, del Vibonese, e se "non intenda attivare i propri poteri ispettivi per verifiche rispetto alla situazione descritta".

Il profilo di Lia Staropoli.
"La dottoressa Lia Staropoli - si legge nel testo dell'interrogazione - si occupa da sempre di operare per la diffusione di valori come la legalità, la giustizia e il senso del dovere, a Limbadi in provincia di Vibo Valentia, roccaforte di una delle 'ndrine più potenti ed efferate d'Europa, fin da giovanissima componente del più grande movimento antimafia giovanile d'Italia 'Ammazzateci Tutti', attualmente è presidente dell'associazione nazionale 'ConDivisa - Sicurezza e Giustizia'".

Le minacce e gli insulti.
La vicenda in questione, di cui parla il senatore Gasparri, riguarda "l'esistenza di alcuni gruppi social contro di lei, fondati e gestiti da veri e propri componenti di famiglie della 'ndrangheta, autori di gravissimi reati, e della presenza su questi gruppi di minacce gravissime come 'serve la sedia elettrica per la Staropoli', 'una palla conficcata nella nuca come in Cina', 'la Staropoli vive tappata in casa, ha paura', 'questa pazza (...) appena apre bocca la paliamo (la massacriamo con una pala)', 'dovrebbe stare in paradiso'". "Ma anche - continua Gasparri - insulti gravi, volgari e costanti: 'lurida da caserma'. Affermazioni gravissime, che si protraggono ancora oggi e oggetto anche di una querela depositata in data 20 aprile 2021, che provengono, peraltro, da una persona già identificata e raggiunta da un decreto di ammonimento da parte del questore di Vibo Valentia, pertanto perseguibili d'ufficio".

Dopo un anno non è ancora stata fissata l'udienza.
"La Procura di Vibo Valentia - si legge ancora nell'interrogazione - continua a proporre l'archiviazione, non ravvisando reati nelle condotte persecutorie, e, nonostante l'opposizione alla proposta di archiviazione con richiesta di prosecuzione delle indagini preliminari da parte dei legali della dottoressa Staropoli, dopo oltre un anno non è stata ancora fissata l'udienza dal giudice per le indagini preliminari. Anche il padre della dottoressa Staropoli, preso di mira dagli stessi soggetti, ha sporto querela, con successiva proposta di archiviazione da parte della Procura; anche in questo caso, nonostante l'opposizione all'archiviazione e la richiesta di prosecuzione delle indagini preliminari da parte dei propri legali, dopo oltre 4 anni, ancora per il procedimento penale che lo vede come parte offesa non vi è stata alcuna fissazione di udienza da parte del giudice per le indagini preliminari".