Scuola di Polizia a Vibo senza corsi: per FI, Città Futura e FdI la scelta «è insensata»
«L'allarme lanciato dal segretario provinciale del Siulp, chi va il nostro apprezzamento per l'attenzione richiamata, non può restare privo di ascolto. L'esclusione dell’unica Scuola allievi del Sud dai previsti corsi di formazione costituisce, laddove la notizia fosse riscontrata, una decisione fortemente pregiudizievole, per Vibo Valentia prima e per l'intera Regione Calabria dopo». Ad intervenire sulla vicenda sono i capigruppo di maggioranza del consiglio comunale del Capoluogo, ovvero Nico Console di Forza Italia, Gerlando Termini di Città Futura e Antonio Curello di Fratelli d'Italia.
«Un segnale negativo per la Scuola e per il territorio Calabrese, questa decisione diramata dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno che, oltre a sancire l’esclusione dalla rosa delle sei scuole scelte per l’avvio del corso di formazione, mette in discussione la reale volontà di mantenere presidi e simboli di legalità in un territorio che ne ha invece enorme bisogno. A ciò si aggiunga che la decisione appare anche incomprensibile alla luce delle spese di affitto che il Ministero sostiene per mantenere in vita la più grande struttura di questa natura dell'intero Mezzogiorno», hanno asserito.
Hanno poi tirato in ballo il sottosegretario al Ministero dell'Interno, la deputata calabrese di Fratelli d'Italia Wanda Ferro. «Siamo sicuri che dall'alto del ruolo che riveste all'interno dell'interessato Dicastero, non perderà occasione di dare fattiva testimonianza di attaccamento ed interessamento per le sorti di questo territorio e di questa Regione, intervenendo nei modi e nelle forme tempestive per impedire gli effetti pregiudizievoli, in termini economici e per i presidi di legalità sempre necessari a queste latitudini. In un territorio che la stessa onorevole sa quanto siano fragili, questa decisione ad oggi appare veramente insensata», hanno concluso Console, Termini e Curello.
