Comune Ricadi: istituito l'Ufficio per la "trasparenza e l'integrità"
La sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale sarà aggiornata costantemente. In passato i buoni propositi si sono scontrati con un'altra realtà
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Avrà il compito di predisporre il programma triennale per la trasparenza e l’integrità con il costante aggiornamento della sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale del Comune di Ricadi, l'Ufficio per "la trasparenza e l'integrità" costituito oggi dalla giunta comunale (sindaco Giulia Russo, vicesindaco Patrizio Cuppari, assessori Eleonora Pantano, Domenico Dicosta, Paolo Morabito) con apposita delibera. E' un decreto legislativo del 2009 ed il nuovo testo sulla trasparenza negli enti locali ad aver previsto la necessità di istituire tali uffici. A tal fine, la giunta comunale ha oggi deciso di costituire un apposito Ufficio dedicato alla predisposizione del programma triennale per la trasparenza e l’integrità con il costante aggiornamento della sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale del Comune il cui responsabile si identifica nel responsabile per la prevenzione e la corruzione, ovvero nel segretario generale dell’ente, Giuseppe Calogero. Faranno parte del nuovo Ufficio: il responsabile dell’Area amministrativa Nicola Paluci, l’istruttore direttivo tecnico Vittorio Pugliese, l'istruttore dell’Area tecnica Giovanni Paparatto, il dipendente Gioacchino Dicosta, il responsabile dell’Area tecnica Vincenzo Calzona, l'istruttore della polizia municipale Giuseppe Natoli, l’esecutore amministrativo Michele Vizzone (aggiornamento e caricamento dati della sezione "Amministrazione trasparente"). Il nuovo Ufficio si avvarrà per lo svolgimento dei propri compiti della stretta collaborazione dei responsabili di diversi uffici del Comune, i quali saranno tenuti a garantire il regolare flusso delle informazioni da pubblicare nei termini di legge.

La delibera di giunta è stata dichiarata immediatamente esecutiva. Si tratta di certo di un adeguamento importante alle nuove previsioni di legge in materia di trasparenza e che permetterà a tutti i cittadini di controllare meglio l'operato degli uffici comunali. In passato (nel 2013) il Comune di Ricadi si era dotato della figura del "responsabile della prevenzione del fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione - individuato all'epoca nel segretario comunale Caterina Capria - e di una struttura di supporto composta da tutti i responsabili di posizione organizzativa, di funzione e di area, con il compito di redigere, fra l’altro, il Piano triennale anti-corruzione ed il programma di selezione e formazione dei dipendenti comunali chiamati ad operare in settori dell’amministrazione teoricamente a rischio corruzione. Ciò non è però bastato ad impedire il successivo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi comunali, con un decreto presidenziale - che ha resistito poi anche dinanzi al Tar ed al Consiglio di Stato - la cui relazione di accompagnamento (redatta dal Ministero dell'Interno sulla scorta di altra relazione inviata dalla Prefettura di Vibo) aveva evidenziato non poche criticità pure nell'apparato burocratico dell'ente.

A creare confusione su confusione ci hanno poi pensato, nel caso del Comune di Ricadi, da un lato la stessa Dda di Catanzaro, dall'altro i commissari straordinari che hanno retto le sorti dell'ente sino al maggio scorso a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi dell'ente. La discovery degli atti dell'operazione antimafia denominata "Black money" del marzo 2013 ha infatti reso pubblica pure l'esistenza di una misura cautelare chiesta dall'allora pm della Dda di Catanzaro, Marisa Manzini e poi richiamata (ritirata) dall'Ufficio di Procura distrettuale, nei confronti di diversi tecnici, dipendenti e funzionari del Comune di Ricadi per fatti di reato -aggravati dall finalità mafiose - che sarebbero stati commessi dal 1998 al 2004. Dopo il ritiro della richiesta misura cautelare da parte della Dda - mai sottoposta quindi al vaglio di alcun gip distrettuale, per come si evince anche dallo stesso fermo di indiziato di delitto dell'operazione "Black money" del marzo 2013 - la stessa Dda non ha però, ad oggi, più esercitato l'azione penale nei confronti di nessuno dei tecnici del Comune di Ricadi coinvolti in tale procedimento distinto da Black money. Altro tecnico del Comune (all'epoca arrestato) è stato invece prosciolto da tutte le accuse con formula ampia nell'inchiesta "Black money" portata a termine sempre dalla Dda.

La commissione straordinaria, dal canto suo, dopo l'insediamento nel 2015 aveva da subito confermato tutti i dirigenti già in servizio con l'amministrazione comunale sciolta per infiltrazioni mafiose, salvo poi ritornare sui propri passi dopo che l'Agi (Agenzia giornalistica Italia) aveva sollevato il caso della riconferma nel proprio incarico anche di un dirigente indicato nella relazione del Viminale come una delle paventate con-cause dell'infiltrazione mafiosa nell'ente. Nel luglio 2015, quindi, la Commissione straordinaria è nuovamente tornata indietro rimettendo all'originario posto il dirigente prima "accantonato". Dirigente da ultimo riconfermato nell'incarico di responsabilità pure dalla nuova amministrazione. (g.b.)
