Silenziava i macchinari per non essere disturbata, una donna in coma
L'inchiesta è ancora in corso per capire le circostanze che portarono una partoriente in fin di vita dopo essere stata ricoverata in stato di gravidanza
Sarebbero stati i particolari metodi adottati da un'anestesista in forza all'azienda ospedaliera "Pugliese", la causa del lungo stato vegetativo in cui è precipitata una donna, giunta il 6 maggio 2014 all'ospedale per dare alla luce un bambino e lì rimasta ricoverata in coma. E' quanto riporta il quotidiano nazionale Il corriere della sera che dà conto delle indagini ancora in corso per chiarire le circostanze che hanno condotto Caterina Viscomi in fin di vita.
La donna sarebbe stata ricoverata due anni fa e per una tragica circostanza versa ancora in stato vegetativo. L'anestesista Loredana Mazzei, già inserita nel 2014 nel registro degli indagati per le lesioni provocate alla partoriente, infatti non sopportava il suono degli allarmi dei respiratori che venivano silenziati quando in sala operatoria c'era lei di turno. Anche la notte del 6 maggio 2014 era in servizio l'anestesista e nessuno in sala parto si è reso conto che la donna stava andando in debito d'ossigeno entrando in coma.
