Le parole di mons. Luigi Renzo: "Liberarsi dall'attaccamento nevrotico al denaro"
Misericordia, perdono, accoglienza e liberazione i concetti intorno a cui ruota il messaggio natalizio del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea
E’ un messaggio con il pensiero rivolto al perdono e alla necessità di risvegliare le coscienze quello che il vescovo della diocesi di Mileto Nicotera Tropea monsignor Luigi Renzo rivolge ai fedeli in occasione del Natale.
“L’uomo oggi – afferma il presule - sembra essere assente a se stesso e ai suoi valori più sacri, come se non lo riguardassero. A volte sembriamo finiti in un gioco di equilibrismi tali da farci dimenticare la bellezza vincente di avere un Dio “con e per noi”, un Emanuele che viene a cercarci per caricarsi delle nostre deficienze e per abbattere dentro e fuori di noi le molteplici barriere mentali che ci stanno facendo rinchiudere, forse senza nemmeno accorgercene, in un privatismo ed individualismo, che non contraddistinguono affatto l’agire cristiano”. Parole forti in cui viene richiamato questo anno di grazia che è il “Giubileo straordinario della Misericordia, voluto da Papa Francesco, che potrà essere- un anno delle meraviglie durante il quale siamo chiamati a consolidare in noi la gioia di avere un “Padre” che non ha paura di sbandierare il suo “volto di misericordia”, un Padre che calibra la sua giustizia con l’amore misericordioso. Siamo tutti convinti che un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto nel costruire le sue relazioni col prossimo”.
Dal vescovo parte, quindi, l’invito ad accogliere il “Gesù dalla mangiatoia di Betlemme che “rivela la natura di Dio proprio come quella di un Padre che non si dà mai per vinto fino a quando con la compassione e la misericordia non riesce a dissolvere il peccato ed il rifiuto del figlio perduto e a vivere concretamente la fede seguendo alcune indicazioni pratiche. Tra queste “non giudicare e non condannare nemmeno quelli che sbagliano; restare lontani da invidie e gelosie; a partire dalle nostre famiglie mostrarci strumenti di perdono (mai chiudere la giornata senza aver fatto pace, insegna Papa Francesco); aprire il cuore e portare consolazione e solidarietà a quanti vivono in precarietà e sofferenza e a quanti sono privati della loro dignità; spezzare la barriera dell’indifferenza che spesso nasconde ipocrisia ed egoismo; compiere le opere di misericordia corporale e spirituale per risvegliare in noi la coscienza assopita; liberarsi e liberare i prigionieri delle moderne schiavitù (es. ludopatia, media-dipendenza, attaccamento nevrotico al denaro, ecc.); essere liberi per un amore senza misura come quello di Dio”.
Dal messaggio si coglie, quindi, che solo seguendo questa strada di misericordia, di perdono, di accoglienza e di liberazione “il Natale sarà come lo vogliamo vivere per scelta e non perché succubi dei bisogni indotti della moderna società dei consumi”.
L’auguro finale del vescovo monsignor Luigi Renzo è che “ il Natale possa significare ed inaugurare il cammino nuovo di una umanità e di una comunità cristiana ispirata ai valori autentici del Vangelo”. (V.V.)
