Vigile del fuoco morto a Cosenza, l'Azienda ospedaliera: "Sospetta embolia polmonare"
Vincenzo Parisi, il 49enne caposquadra dei vigili del fuoco di Vibo, è morto all'Annunziata lo scorso 22 dicembre. Sul caso interviene il direttore generale Achille Gentile
Si sono celebrati oggi pomeriggio nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Jonadi di Vibo Valentia i funerali di Vincenzo Parisi, il caposquadra dei vigili del fuoco vibonesi 49enne deceduto lo scorso 22 dicembre all'ospedale di Cosenza. E mentre i familiari, i colleghi e gli amici hanno dato l'estremo saluto al vigile del fuoco, prosegue l'inchiesta avviata dalla Procura di Cosenza con lo scopo di fare luce sull'accaduto.
Il comunicato dell'Azienda ospedaliera. Intanto Il direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Cosenza, Achille Gentile, ha diramato un comunicato nel tentativo di fare chiarezza sull'accaduto "al fine di non alimentare inutili e pericolosi allarmismi e con l'intento anche di arginare una campagna denigratoria sull'Hub di Cosenza che sovente colloca qui decessi avvenuti altrove". Secondo quanto affermato nella nota dal direttore generale dell'Ao di Cosenza, Parisi sarebbe arrivato all'Annunziata dal reparto di psichiatria di Cetraro dove era stato ricoverato in seguito ad una caduta dall'alto "per tentativo di autolesionismo". Il 49enne era stato quindi trattato nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale dell'Annunziata. "Durante il periodo di degenza - aggiunge Gentile - è stato sottoposto agli accertamenti medici del caso e ad interventi chirurgici ortopedici per la riduzione e la sintesi delle molteplici fratture riportate ai calcagni destro e sinistro a seguito della caduta. Nel postoperatorio e fino alla morte, al paziente, come da protocolli sanitari, è stata somministrata terapia per la profilassi delle trombosi venose e dell'embolia e terapia antibiotica. Il decesso può essere avvenuto per sospetta embolia polmonare, evento che può accadere, in casi di fratture multiple, nonostante la profilassi. Gli accertamenti disposti dalla magistratura inquirente sapranno fare luce sull'accaduto".
Niente allarmismi. "Nel frattempo mi preme sottolineare - afferma ancora il Dg Gentile - che il decesso non ha nulla a che vedere con le infezioni ospedaliere e le sale operatorie, come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa. Stiamo assistendo già da tempo ad attacchi ingiustificati e strumentali, assolutamente privi di buon senso che alimentano la sfiducia dei cittadini e confondono fatti e accadimenti al solo scopo di generare confusione e disorientamento. Giova evidenziare che l'Hub di Cosenza è l'ospedale più grande e importante della provincia e che, nonostante tutto, rappresenta l'unica realtà sanitaria efficiente della nostra regione. Allo stato altre soluzioni strutturali non vi sono. Auspico per il nuovo anno - conclude Gentile - maggiore equilibrio, laicità di giudizi e quel sano buon senso che consenta a tutti ed a ciascuno, in primis ai nostri medici, di far fronte ai propri doveri professionali con serenità e competenza".
