'Ndrangheta, assoluzione definitiva per l’ex vicecapo della Mobile di Vibo (NOME)
Dopo oltre dieci anni di battaglia legale, la Cassazione ha assolto in via definitiva Emanuele Rodonò, ex vicedirigente della Squadra Mobile di Vibo Valentia, dall’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio. Accolte le tesi difensive degli avvocati Armando e Clara Veneto.
Rodonò era stato coinvolto nel processo “Purgatorio”, accusato anche di concorso esterno in associazione mafiosa per presunti rapporti con la cosca Mancuso. Il reato di rivelazione di segreti d’ufficio era già prescritto in primo grado, mentre l’Appello aveva ritenuto provata l’accusa basandosi su una telefonata intercettata tra Rodonò e l’avvocato Antonio Galati. In quella conversazione, l’ex dirigente si sarebbe riferito a un’operazione di polizia, rivelando – secondo i giudici – un aspetto riservato delle indagini.
La Cassazione ha smontato questa tesi, sottolineando l’assenza di elementi concreti a sostegno dell’accusa e dichiarando insussistente qualsiasi violazione. La sentenza d’Appello è stata quindi annullata senza rinvio, sancendo l’innocenza di Rodonò con la formula più favorevole.
