"La salute dei cittadini non ha prezzo e quelle antenne rischiano di minare pesantemente la sicurezza della popolazione". A Stefanaconi torna d’attualità la questione mai risolta dell’inquinamento elettromagnetico. E nel mirino dell’opposizione “Movimento per Stefanaconi”, guidata da Nicola Carullo, oltre che dai consiglieri comunali Antonio Fortuna e Salvatore Maluccio, finiscono, con il Sindaco, nuovamente le Antenne collocate in Località Croce Nivera, sulla collina che segna il confine tra il piccolo centro abitato e il capoluogo di provincia, Vibo Valentia.

"In cima alla collina, spiega Carullo- sono da tempo dislocati ripetitori Tv e di telefonia mobile, quattro dei quali, vennero messi sotto sequestro il 21 giugno 2016, salvo essere riattivati poco dopo”. Il rischio, d’altronde, è evidente "le indagini disposte in quella circostanza dalla Sezione di polizia giudiziaria e dall’Arpacal, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Claudia Colucci – spiega ancora l’eletto – peraltro hanno ribadito valori di emissioni elettromagnetiche doppi rispetto alla soglia consentita e che interessavano la parte alta di Vibo e tutto il paese di Stefanaconi (comprende i due territori – si legge nella relazione della Procura - essendo gli impianti ubicati sul versante della strada di competenza del Comune di Stefanaconi con i campi elettromagnetici diretti sulle abitazioni). A fronte di questa costante esposizione ad elettrosmog e nel rispetto della legalità – fa notare Carullo - “non si comprende come mai il Comune di Stefanaconi non abbia ancora provveduto alla rimozione dell’antenna abusiva di Rete Sud, per come disposto dal Consiglio di Stato con sentenza definitiva del 21 luglio 2019".

La querelle ha toccato il livello di massima tensione qualche mese addietro "quando –sottolinea il capogruppo di minoranza - l’attuale sindaco di Stefanaconi e presidente della Provincia Salvatore Solano ha risposto dopo quasi tre mesi alla richiesta del sottoscritto, in maniera superficiale, dimenticando che il sindaco, alla interrogazione di un consigliere, ha l’obbligo di rispondere nei dieci giorni previsti dal Regolamento e, sempre, in maniera corretta e documentata".

"E’ mia premura rassicurarla -ha sostenuto Solano - che quell’antenna non è più attiva per cui non vi è alcun pericolo di inquinamento elettromagnetico".

"Per di più, scrive ancora Solano a Carullo,  "non sarebbe possibile rimuoverla, in quanto la spesa da affrontare per la sua demolizione da una prima stima si aggira oltre i 70mila euro che il nostro bilancio comunale non è in grado di sopportare".

"Una cifra non realistica -secondo il consigliere di opposizione - per come emerge dal preventivo che Carullo invia a Solano evidenziando che – mi sono premurato di chiedere ad una ditta accreditata per questo tipo di lavori, dal quale può verificare che il costo reale per la demolizione dell’antenna è di appena 4.700 euro e peraltro, le spese per la sua rimozione sono a carico di Rete Sud, soccombente in giudizio, la quale Società è tenuta anche al rimborso delle spese legali e processuali".

Due, pertanto, gli atti richiesti al sindaco dal capogruppo di opposizione: "La nota dell'Arpacal - "unico Ente regionale accreditato" - con la quale sarebbe stata accertata la disattivazione dell’impianto, e non quindi, puntualizza Carullo "una sua premurosa rassicurazione", ed il preventivo, "non certo una sua stima", affonda Carullo - per il quale lo stesso Solano ha messo per iscritto che si sarebbe configurata "una spesa superiore a 70mila euro".

A questo punto Carullo ammonisce Solano invitandolo "per il futuro a rispondere alle sue interrogazioni “in maniera più ponderata per come non può esimersi dal fare soprattutto chi ricopre incarichi istituzionali".

Il tutto corredato dalla riproposizione dell’interrogazione che deve fungere da stimolo alla demolizione di questa antenna abusiva che "dopo anni di battaglie giudiziarie e di spese legali (oltre 20 mila euro) che il nostro Comune ha sostenuto per riuscire a farla smantellare, non può, oggi, essere lasciata in piedi come monumento all’abusivismo edilizio. Ancor meno l’antenna è da acquisire al patrimonio comunale per come – sottolinea Carullo a Solano - nella sua risposta ha dichiarato, perché c’è il rischio concreto che qualche Amministrazione, per fare cassa, possa decidere di darla in gestione”. Il suo abbattimento, quindi, "è un atto dovuto, dovuto al buon senso ed alla legalità anche per scoraggiare progetti che metterebbero a serio rischio la nostra salute - conclude Carullo - per fare gli interessi di grosse società e...non solo!"