Garantire il servizio farmaceutico ma "a battenti chiusi". Seguendo quanto già previsto da altre regioni - quali Lombardia, Piemonte ma anche nel Lazio - e in continuità con quanto chiesto dal presidente di Federfarma al governo nazionale, i farmacisti vibonesi hanno chiesto di poter garantire il servizio alla popolazione in piena sicurezza. Con una lettera indirizzata al dirigente generale del dipartimento tutela della salute Regione Calabria, al presidente Jole Santelli, al sindaco e al prefetto di Vibo nonché al commissario straordinario dell'Asp, i titolari delle farmacie vibonesi hanno infatti chiesto l'autorizzazione "all’espletamento del servizio farmaceutico a battenti chiusi".

Farmacie aperte. Il decreto ministeriale ha previsto il mantenimento dell'apertura di farmacie e parafarmacie, a condizione però che vengano prese tutte le misure necessarie per il contenimento del contagio. Se a questo si aggiunge "uno stato particolarmente serio dell’emergenza nel territorio comunale di Vibo Valentia" e "uno scarso rispetto delle regole da parte dei cittadini della comunità vibonese", la situazione, denunciano, è tale per cui "nonostante gli sforzi e l’assenza di supporto da parte degli organi preposti a coadiuvare i farmacisti, esistono particolari situazioni che non rendono attuabili e facilmente praticabili le misure governative di cui al decreto dell' 8 marzo".

Servizio garantito a battenti chiusi. Per queste ragioni, come già previsto autonomamente in altre parti d'Italia, otto farmacie del vibonese hanno chiesto di poter garantire il servizio a battenti chiusi. Riducendo in tal modo due fattori di pericolo: quello a cui sono esposti gli operatori nel contatto con l’utenza, e quello per i cittadini che difficilmente riescono a mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro nell'attesa all’interno o all’esterno della farmacia.