Elezioni amministrative a Vibo, il centrodestra in mezzo al guado: Sorace messo in discussione
Il centrodestra torna a riflettere e sembra di nuovo in mezzo al guado. La scelta ricaduta sull'avvocato Domenico Sorace circa una settimana addietro, potrebbe essere rimessa clamorosamente in discussione. Già nelle prossime ore, i leader dei partiti si ritroveranno per determinarsi sulla scelta del prossimo candidato alla carica di primo cittadino. Tra la giornata odierna e l'inizio della prossima settimana, si dovrebbe arrivare ad una conclusione.
E' previsto infatti, proprio oggi, un nuovo confronto politico che vedrà primi attori oltre che Forza Italia, nelle sue diverse componenti, anche l'Udc, la Lega e Fratelli d'Italia. D'altronde, il tempo stringe per Giuseppe Mangialavori, Alfonsino Grillo, Ottavio Bruni, Pasquale La Gamba e Antonio Piserà. Proprio sull'accordo con la Lega, il Movimento per la Sovranità ha infatti già scelto di correre a fianco di Stefano Luciano, potrebbe saltare l'accordo con Domenico Sorace che sul Carroccio avrebbe espresso più di qualche riserva. Di certo, dopo una iniziale euforia da qualche giorno nel centrodestra si è tornato a respirare un clima di grande tensione. E a lavoro vi sarebbero pontieri regionali per tentare di sciogliere nodi difficili da districare.
A cominciare dal “caso Pasqua”. Il consigliere regionale è da tempo inserito in Forza Italia, ma il padre ha annunciato nei giorni scorsi la propria candidatura autonoma da quella degli azzurra. Uno strappo che avrebbe fatto infuriare Giuseppe Mangialavori e rispetto al quale Pasqua sarebbe pronto, a determinate condizioni, a fare forse un passo indietro. La vicenda è finita sul tavolo regionale del partito guidato da Jole Santelli e Roberto Occhiuto che punterebbero ad una riconciliazione, al momento tuttavia non proprio dietro l'angolo. Intanto, pur senza un candidato ancora ufficializzato, si lavora alla composizione delle liste. Almeno tre dovrebbero venire fuori da Forza Italia - se si comprende quella che sta mettendo in piedi Alfonso Grillo, ed altrettante dalle altre forze della coalizione. Ma la montagna è ancora tutta da scalare.
