Vigili e dipendenti "assenteisti" in banca, dal carrozziere e persino a fare fisioterapia
Non si sarebbero fatti mancare nulla alcuni dipendenti del Corpo di Polizia municipale del Comune di Gioia Tauro finiti nel calderone di un'inchiesta, coordinata dalla Procura di Palmi. Sono diversi gli episodi documentati dalla Guardia di Finanza grazie a videocamere, pedinamenti e appostamenti finiti nel fascicolo dell'indagine sfociata in nove misure cautelari. Tra le presunte condotte illecite, l'abbandono del posto di lavoro, ma anche -come scrive stamani la Gazzetta del Sud - un uso improprio delle auto. Una vigilessa si sarebbe recata fuori dalla città con la pistola di ordinanza, qualche altro agente si sarebbe allontanato a piedi per poi tornare con un sacchetto in mano, salire sulla propria vettura e raggiungere la propria abitazione. C'era chi si recava in autocarrozzeria con l'auto istituzionale per ritirare quella privata. Insomma, non ci si faceva mancare nulla, neppure le soste dinanzi alla banca per i prelievi. Durante l'orario di lavoro due vigilesse -da quanto emerge - sarebbero persino andate dal fisioterapiste. Una pausa di mezzora per poi riprendere la normale attività. E tutto procedeva come se ormai, dopo tanti anni di abitudine, rappresentasse la normalità fin quando è arrivata la Guardia di Finanza. Intanto il sindaco Aldo Alessio, indagato per peculato d'uso si difende: "Non ho mai violato la legge".
Ai domiciliari sono finiti il comandante della polizia locale Santo Vardè, e gli agenti Andrea Rotundo e Giuseppe Pilè. Divieto di dimora per Rocco Belfiore, Teresa Plateroti, Annunziata Saltalamacchi e Marcello Tilotta, Salvatore Sasso e Domenico Previte. Devono rispondere di assenteismo e peculato d'uso dopo le denunce dell'ex comandante della polizia locale Michele Bruzzese che ha chiarito: "Non ho denunciato a cuore leggero".
