Un maxi sequestro di 134 veicoli Fiat Topolino e Topolino Dolcevita è stato effettuato dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I veicoli, fabbricati in Marocco e destinati al mercato italiano, riportavano adesivi con la bandiera italiana sulle fiancate, un dettaglio che ha portato le autorità a contestare a Stellantis, la casa automobilistica italo-francese, l’errata indicazione dell’origine del prodotto.

Le auto, essendo prodotte in Marocco e non in Italia, non potevano esporre il tricolore italiano, in quanto tale pratica violerebbe la legge sulla corretta indicazione della provenienza dei prodotti. Il sequestro è avvenuto presso il porto di Livorno, principale punto di accesso delle auto importate in Italia, e risulta esserci anche un indagato nell’ambito dell’operazione.

La legge finanziaria del 2004, specificatamente l’articolo 4, comma 49, punisce l’importazione e la commercializzazione di prodotti con indicazioni false o ingannevoli sulla provenienza, reato per cui è indagato il procuratore della Stellantis Europa Spa. L'accusa è di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, come previsto dall’articolo 517 del codice penale.

Il caso ha ricordato un episodio recente che ha coinvolto Alfa Romeo, un altro marchio del gruppo Stellantis. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva contestato l’uso del nome “Milano” per un SUV prodotto in Polonia, costringendo Alfa Romeo a rinominare il modello “Junior”.

Stellantis ha dichiarato di aver agito nel pieno rispetto delle norme, affermando che l’adesivo con i colori della bandiera italiana aveva l’unico scopo di indicare l’origine imprenditoriale del prodotto. L’azienda ha sempre comunicato chiaramente che le nuove Topolino sono prodotte in Marocco, e ha deciso di rimuovere gli adesivi dai veicoli sequestrati previa autorizzazione delle autorità, per risolvere ogni contestazione.

Attualmente, le auto sono custodite presso i terminal “Leonardo Da Vinci” e la Cilp a Livorno, dove resteranno finché non sarà deciso l’eventuale dissequestro. Stellantis, il cui primo azionista è Exor, controllante anche del quotidiano Repubblica, rimane fiduciosa nella risoluzione della vicenda, sostenendo la trasparenza e la correttezza delle proprie comunicazioni commerciali.