Servizi sociali a Vibo, nuovo affondo: «Basta annunci sui milioni, serve vicinanza alle persone»
Il presidente richiama il Comune capofila: «La qualità della spesa si misura sui servizi reali, non sui bilanci»
Il dibattito sulle politiche sociali a Vibo Valentia si arricchisce di un intervento critico e tecnico da parte di Enrico Mignolo, presidente dell’associazione "Io Autentico". Al centro della riflessione non ci sono i grandi numeri dei finanziamenti, ma l'efficacia reale dei servizi destinati ai cittadini più fragili.
Secondo Mignolo, gli indicatori di un welfare funzionale non risiedono nella quantità di risorse stanziate, ma in «indici misurabili di vicinanza alle Persone». Il presidente cita come esempio emblematico la scelta del Comune di Ionadi, che ha destinato fondi di bilancio al trasporto sociale personalizzato anziché alle luminarie natalizie, suggerendo che tale autonomia evidenzi le carenze del servizio gestito dall'Ambito Territoriale Sociale (ATS) di cui Vibo Valentia, guidato da Enzo Romo, è capofila.
Uno dei punti nodali sollevati riguarda l'operatività dell'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM). Mignolo interroga le istituzioni sulla reale presa in carico di ogni cittadino, parametro richiesto dal Ministero per verificare la qualità della spesa della "Quota Servizi Fondo Povertà", utilizzata per finanziare contratti a partita IVA per nuovi professionisti.
L'intervento di "Io Autentico" si articola in una serie di interrogativi tecnici che mettono a nudo potenziali criticità amministrative. Per esempio: sull'attivazione delle UVM, a giudizio di Mignolo è necessario chiarire se tali unità siano state previste e attivate in ogni avviso pubblico, trattandosi di un indicatore ministeriale imprescindibile. Mignolo chiede anche trasparenza sui giorni o mesi di ritardo nell’attivazione dei procedimenti e nella revisione della Progettazione Individuale.
Viene poi segnalato l'uso della piattaforma "Matrici" per circa 100 Progetti di Vita, mentre altri verrebbero gestiti «a mano su modellini regionali nati già vecchi».
Inoltre, resta l'incognita sui mesi di sospensione dei servizi per utenti che avrebbero invece diritto alla continuità assistenziale.
Ma non è tutto: Mignolo interroga l'ente sulla preparazione dei professionisti rispetto al DLgs 62/2024, che cambierà radicalmente i Servizi Sociali in tutta Italia e se il parametro ISEE venga usato per escludere beneficiari o solo per definire la compartecipazione al costo di un servizio comunque garantito?
L'appello di Mignolo è chiaro: senza risposte su questi punti, la narrazione del welfare resta distante dalle necessità concrete. «Tutt’altro è solo tutt’altro», conclude il presidente, sollecitando un cambio di passo nella programmazione sociale del territorio.
