Questa volta il comune di Fuscaldo (Cosenza) rischia grosso. L'erosione costiera, iniziata in modo selvaggio dopo una serie di interventi sulla costa e palliativi per mettere una pezza sul buco, sta per trasformarsi in tragedia. Il mare è arrivato agli edifici che ora rischiano il crollo. Il dramma è dietro l'angolo. Il comitato che si batte da anni per la salvaguardia della costa non getta la spugna e minaccia una class action massiccia e milionaria se non verranno immediatamente fatti degli interventi risolutivi, e non tampone, per prevenire crolli che potrebbero mettere a rischio l'incolumità di cose e soprattutto di persone. Il sindaco della cittadina tirrenica, Gianfranco Ramundo, ammette che «da quando furono effettuati i primi lavori nel 2009 l'erosione costiera è diventata incontenibile». Di che lavori si tratta? Lo spiega il comitato. Parliamo di "pennelli" apposti senza tener conto delle correnti. Questo ha comportato - secondo il comitato presente e combattivo su facebook (il gruppo si chiama "Come può uno scoglio arginare il mare") e non solo - un accumulo di sabbia solo dal lato Nord mentre dal lato opposto il mare ha cominciato a scavare. In pochissimo tempo l'erosione ha viaggiato a una velocità di 10 metri l'anno. Dei cento metri di spiaggia è rimasto poco o niente. Si sono mosse consulenze e la Regione ha anche disegnato un masterplan». Ma il danno per il turismo è poca cosa considerando che ora il mare è arrivato alle fondamenta delle case che si sono praticamente "gonfiate".

L'andamento dell'erosione costiera di Fuscaldo

La strada si è spaccata in due, il lungomare è divelto, e il mare continua indisturbato la sua corsa. Dal comune di Fuscaldo, prossimo alle elezioni, rimandano tutto alla Regione. «Siamo ancora in attesa che il progetto organico, già appaltato, abbia il visto sulla valutazione d'impatto ambientale». Insomma pare che tutto sia bloccato a monte dalla solita burocrazia, e mentre i mesi trascorrono, non contando sporadici interventi assolutamente non risolutivi, quello che è sotto gli occhi di tutti è che la marina di Fuscaldo sembra sia stata oggetto di un bombardamento. Inutile sperare di salvare la stagione estiva. «Non sono interventi che si possono fare dalla sera alla mattina. Speriamo che da settembre si possa fare qualcosa», ammette il sindaco. D'altro canto, contando anche dei fondi arrivati due anni fa proprio dalla Regione, il comitato chiede di essere ascoltato per proporre soluzioni e per non affidare solo a consulenze preziose il destino di quel mare.

I Reef ball

«La soluzione c'è - dicono dal comitato che attende da lungo tempo che qualcuno metta mano in modo serio alla situazione -. Ci sono soluzioni a basso costo che non inciderebbero in alcun modo sull'ambiente». Insomma il rimedio c'è ma la cura ancora, chissà perché, non viene applicata. Il "farmaco" potrebbe chiamarsi "Reef ball", metodo sperimentato con successo in America che consiste nell'immersione di sfere di calcestruzzo forate, che non solo ripopolerebbero la fauna marina (in quanto si ricoprirebbero di alghe) ma riuscirebbero a convogliare le correnti permettendo il circolo della sabbia. Il tutto a impatto zero perché non verrebbero intaccate neppure le montagne. Due anni fa la Regione sbloccò fondi pari a 400mila ma la cartolina da Fuscaldo è rimasta la stessa. Anzi, è peggiorata.  Ma come si è arrivati a questo punto? «L'apposizione nel 2009 di questi pennelli ha "strozzato" il flusso della sabbia unitamente allo sfruttamento a monte del fiume che passava sotto la ferrovia. Il mare ha cominciato a scavare provocando un danno inestimabile». Prima di piangere una tragedia tutti si augurano che qualcuno prevenga prima di curare.