«Si potrebbe affermare che lo Stato ad Acquaro ha vinto ancora: la decisione dei commissari del Comune di Acquaro - di trasferire il seggio elettorale della Sezione n° 4 della frazione Limpidi ad Acquaro - non è stata revocata pertanto, vana è stata la protesta democratica e pacifica della comunità limpidese».

È quanto scritto in una lettera di denuncia dagli elettori della suddetta Sezione, che hanno continuato: «La deliberazione della commissione straordinaria, provvedimento n° 38 del 9.05.2024, è stata adottata a seguito della relazione del personale dell’ufficio tecnico del comune di Acquaro, che in data 8 maggio 2024 ha effettuato un sopralluogo presso i locali ubicati in via Vito Rosano della frazione Limpidi, sede della Sezione n° 4, proponendo lo spostamento temporaneo del seggio elettorale per problemi di umidità ed infiltrazioni».

«Solo per dovere di informazione ai lettori, si vuole precisare, che le macchie di umidità ed infiltrazioni rilevate sui muri sono di diversi anni addietro e, certamente, prima che l’amministrazione comunale intervenisse per risolvere il relativo problema; appare strano come lo stesso ufficio comunale non abbia rammentato che i problemi di umidità ed infiltrazioni erano stati già risolti con adeguati lavori di conservazione e, quindi, bastavano pochi euro per dare una mano di bianco. - hanno continuato - Tuttavia, lo Stato ha trovato un rimedio al problema: ha attivato un servizio di trasporto dalla frazione Limpidi alla sede elettorale in base ad orari prestabiliti. Ma le persone giovani e meno giovani della comunità limpidese non hanno affatto gradito la geniale soluzione concepita dalla commissione ed hanno rinunciato ad esercitare il diritto di voto sancito dalla Costituzione. Infatti, nella sezione n° 4, risultano solo 21 votanti a fronte dei 238 aventi diritto».

«Ad oggi, la comunità limpidese esprime un pessimo giudizio sulla gestione commissariale, perché il borgo - oltre ad essere completamente abbandonato, con le strade maleodoranti e pervase di deiezioni di animali - è stato anche defraudato della sede dove il popolo - che è sovrano - esercita la propria partecipazione al processo decisionale attraverso il voto. La comunità auspica di non subire ritorsioni da parte della Commissione, solamente perché ha osato dissentire ai suoi propositi perché, altrimenti, i limpidesi scopriranno un volto dello Stato che assolutamente disconoscevano e prenderanno coscienza che da cittadini sono passati a sudditi», hanno continuato.

Pertanto, la comunità limpidese chiede alla Commissione «una immediata inversione di tendenza, riconoscendo alla popolazione i servizi dovuti e ripristinando, se ritenute necessarie, le condizioni di agibilità per riportare il seggio della Sezione n° 4 nella sede originaria».