Una truffa ben congegnata ai danni del birrificio Esperia di Catanzaro ha portato alla condanna del responsabile a quattro mesi di reclusione. Il raggiro, pianificato nei minimi dettagli, sembrava destinato a passare inosservato, fino a quando un’intuizione ha permesso di smascherarne l’autore.

Tutto è iniziato con un ordine apparentemente regolare: un uomo, fingendosi un cliente affidabile, ha richiesto trenta fusti di birra per un presunto evento, la festa della birra di Filadelfia. La titolare, convinta della serietà della richiesta, ha incaricato una dipendente e il marito di effettuare la consegna.

Al momento del ritiro della merce, è stato consegnato un assegno come pagamento. Solo successivamente è emersa la verità: il titolo di pagamento era falso e intestato a un ignaro cittadino di Vibo Valentia, mentre il numero di telefono utilizzato per l’ordine risultava collegato a una scheda intestata a un nome fittizio.

Nonostante la denuncia sporta dalla titolare, le indagini non hanno prodotto risultati immediati. Il raggiro sembrava destinato a restare impunito, finché un episodio inaspettato ha riacceso la speranza di giustizia: un uomo si è presentato al birrificio proponendosi come rappresentante commerciale.

A notarlo con particolare attenzione è stato il marito della titolare, investigatore di professione. Scrutando l’uomo, ha riconosciuto una somiglianza con la persona che aveva ritirato i fusti. Da quell’intuizione è partita una nuova serie di verifiche che ha portato all’identificazione del truffatore.

Nel processo, il birrificio si è costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Francesco Gigliotti. La svolta decisiva è arrivata grazie a una prova fotografica: alcune immagini estratte dal profilo Facebook dell’imputato hanno permesso al marito della titolare di identificarlo con assoluta certezza.

La sentenza ha stabilito una condanna a quattro mesi di reclusione, una provvisionale di 3.000 euro, il risarcimento dei danni da quantificare in separata sede e il pagamento delle spese legali. L’avvocato Gigliotti ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando l’importanza di aver smascherato un truffatore e ottenuto giustizia per il birrificio.