Blitz tra i boschi: i Cacciatori di Vibo smascherano i "Signori del Jammer" (VIDEO)
Espugnata una maxi-piantagione protetta da jammer e fototrappole: quattro arresti, sequestrate 5.000 piante e beni per 220 mila euro
Non sono bastati i jammer per oscurare le frequenze e nemmeno le fototrappole per sorvegliare i sentieri. Quando lo Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria" di Vibo Valentia entra in azione, il terreno più impervio diventa il peggior nemico di chi tenta di nascondersi. È terminata con quattro arresti e un sequestro milionario la vasta operazione condotta dai militari di Vibo insieme ai Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli.
L'indagine, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme, ha visto i "Cacciatori" impegnati in quella che è la loro specialità: la penetrazione in aree rurali e boschive ritenute inaccessibili. Grazie a estenuanti servizi di osservazione e pedinamento, spesso condotti nel cuore della notte e nel silenzio assoluto della vegetazione tra Conflenti e Lamezia, gli specialisti dello Squadrone hanno neutralizzato le sofisticate difese tecnologiche degli indagati.
I coltivatori avevano allestito una vera e propria industria dello stupefacente, protetta da sistemi di sorveglianza remota, con fototrappole disseminate per intercettare intrusioni. L'uso di un jammer (disturbatore di frequenza) per rendere l'area una "zona d'ombra" per le comunicazioni telefoniche e i segnali GPS.
Barriere che non hanno fermato i militari, capaci di mappare una piantagione-monstre da 4.826 piante. Un polmone verde dell'illegalità capace di generare oltre 1,3 milioni di dosi per un valore di 2,5 milioni di euro.
L'attività dello Squadrone di Vibo e dell'Arma territoriale non si è fermata al sequestro dello stupefacente. Incrociando i dati sul campo con le verifiche patrimoniali, è emersa la sproporzione tra la vita nei campi e la ricchezza accumulata. Il sequestro preventivo ha colpito un tesoro da 220.000 euro, frutto – secondo l'accusa – della gestione illecita della filiera. Sotto sigilli sono finiti un'abitazione, nove veicoli e ben 21 rapporti finanziari tra conti e carte prepagate.
Per i quattro indagati si sono aperte le porte della casa circondariale di Catanzaro. L'operazione ribadisce la centralità dello Squadrone Cacciatori di Vibo Valentia come braccio operativo d'élite nel contrasto al narcotraffico, capace di stanare il crimine laddove pensa di essere invisibile.
