Vibo, caos in Consiglio su rifiuti: ma il lieto evento spezza la tensione (VIDEO)
A tenere banco ancora una volta la gestione della nettezza urbana e l'assorbimento di 15 operai senza lavoro. Nuovo siparietto tra il sindaco e l'assessore Bruno Cutrì.
La questione rifiuti continua a tenere banco nell'aula di palazzo “Luigi Razza”. Tra una sospensione e l'altra. Per varie ragioni. Non escluso il festeggiamento di un lieto evento con tanto di pasticcini e spumante. Nell'assemblea esordisce Katia Franzè al posto di Antonio Scuticchio che diviene assessore all'Ambiente in quota Ncd. Occasione ghiotta per l'opposizione per ribadire che la maggioranza è politica.
Le principali questioni. Il primo ordine del giorno urgente è quello di Antonio Lo Schiavo sull'apertura al traffico di piazza Martiri d'Ungheria. Immediato il disco rosso per l'ex capogruppo dell'opposizione. A tenere banco, subito dopo, la questione rifiuti, con un altro ordine del giorno presentato dal gruppo del Partito democratico. Anche in questo caso, per la maggioranza l'argomento non deve essere trattato con urgenza. I quindici operai ex Progettambiente che attendono di essere assunti vanamente da poco meno di due anni provano a reagire. Per frenare la loro disperazione serve tutto il buon senso delle forze dell'ordine. Ad esasperare gli animi l'affidamento del verde ad altri soggetti, senza che loro siano ancora stati riassorbiti. In barba all'indirizzo che il consiglio aveva dato al primo cittadino lo scorso 29 luglio.
La replica del sindaco. Costa ha provato tuttavia a tranquillizzare gli operai chiarendo che c'è la volontà di riassorbirli. Troppo poco per rassicurare i padri famiglia capeggiati dal coordinatore provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno.
Testa a testa. Non è stato l'unico siparietto del pomeriggio. Ha rischiato di creare un nuovo incidente istituzionale nella maggioranza la richiesta di chiarimenti del consigliere di opposizione Giovanni Russo alle dichiarazioni rilasciate dall'assessore Bruno Cutrì a zoom24. Elio Costa avrebbe preteso nomi e cognomi dei membri dell'apparato burocratico che ostacolerebbero la crescita della città e delle parentele tra dipendenti dell'amministrazione e addetti alle software house che gestiscono il sistema informatico. Cutri non si è tirato indietro. "I dati del comune – ha ribadito - non sono in sicurezza". Sul resto l'assessore sarà più specifico per iscritto. Ma è evidente che tra lui e il sindaco l'idillio è finito.
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