Si attesta ulteriormente l’attività dell’ANCRI di Vibo Valentia. La sezione vibonese dell’associazione che riunisce gli Insigniti al Merito della Repubblica, presieduta da Gaetano Paduano, è stata parte attiva, mobilitando i propri associati nella campagna di sicurezza diretta alle persone anziane e non solo che la Questura di Vibo Valentia ha attuato anche quest’anno, in collaborazione con altre associazioni come ANPS, Azione Cattolica, Confartigianato, Croce Rossa e Maestri del Lavoro.
Momento di particolare interesse, il seminario realizzato presso la Scuola Allievi Agenti di Polizia, i cui lavori sono stati moderati da Nicolino La Gamba.
Un’attività di informazione per spiegare agli anziani le varie modalità con le quali vengono attuate truffe e raggiri nei loro confronti e sulle accortezze da usare in ogni circostanza, suggerimenti utili per contribuire alla prevenzione di questi reati, ormai così frequenti da essere diventati una vera e propria piaga sociale, che coinvolge, in particolar modo i soggetti più vulnerabili.
Nel corso del seminario sono state fornite indicazioni su come comportarsi, in casa e fuori, per prevenire le insidie alla sicurezza personale e patrimoniale; su come evitare i fastidiosi e subdoli tranelli quando si naviga internet; su come comportarsi nei casi di disagio o di difficoltà e, comunque, ogni volta che si teme di essere in pericolo, tenendo sempre presente che le Forze dell’Ordine sono sempre al fianco e che basta una semplice telefonata al 112 o al 113 per ottenere una risposta e un intervento immediato.
D’altronde, l’obiettivo dell’iniziativa legata alla 5° campagna Nazionale per la sicurezza degli anziani, voluta dal Ministero dell’Interno, non è quello di creare allarmismi, ma di fornire alle persone anziane e fragili, che sovente vivono da sole, informazioni che consentano loro di tutelarsi dai malintenzionati.
Dopo i saluti introduttivi del questore di Vibo Valentia Cristiano Tatarelli e dai presidenti della varie associazioni, il dibattito che ne è seguito è stato molto partecipato e utile a fornire diversi consigli per formare un patrimonio informativo tale da consentire di sviluppare comportamenti autoprotettivi.
Dal dibattito è emerso un aspetto non meno grave rispetto al danno patrimoniale causato, che a volte può anche essere di rilevante entità; infatti, la vittima dovrà fare i conti anche con una condizione definita di “vittimizzazione secondaria”, che genera strascichi di natura psicologica, talvolta lunghi e difficili da sanare.
Al termine dell’incontro, è stato distribuito un opuscolo dove sono state condensate semplici regole di prudenza, frutto dell’esperienza di chi lavora quotidianamente per garantire la sicurezza, da seguire in casa, per strada, navigando in rete al fine di prevenire e scongiurare ogni di tipo di comportamento predatorio.
Ed è stata illustrata l’app “Youpol”, che la Polizia di Stato ha predisposto e che è disponibile per quanti, scaricandola sul proprio telefonino, vorranno farne uso per chiedere aiuto e sostegno in caso di necessità.