La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da Salvatore Emmanuele, 31 anni di Ariola di Gerocarne, e da Vincenzo Primerano, 30 anni di Soriano Calabro, confermando così le condanne decise dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 2 luglio 2024, a sua volta confermativa del verdetto del Tribunale di Vibo Valentia del 9 dicembre 2021.

I due imputati erano stati accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Nel corso del ricorso, entrambe le difese avevano contestato la responsabilità e chiesto attenuanti, ma la Cassazione ha giudicato le argomentazioni generiche, ritenendo che la Corte d’Appello avesse motivato in modo chiaro e coerente. Solo a Primerano è stata sospesa la pena con non menzione, mentre entrambi dovranno sostenere le spese processuali e versare 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.

Il fatto risale al giugno 2021, quando i carabinieri della stazione di Soriano Calabro, durante una visita presso un’azienda locale per la notifica di un atto, avevano sorpreso Emmanuele, già sorvegliato speciale, presente nella ditta. Alla richiesta di spiegazioni, Emmanuele aveva reagito aggredendo due militari, mentre Primerano lo aveva spalleggiato, cingendo uno dei carabinieri e favorendo l’aggressione. I militari avevano riportato lesioni con prognosi di 7 e 10 giorni. Emmanuele aveva anche minacciato i carabinieri con frasi di intimidazione.

Salvatore Emmanuele è un volto noto alle cronache locali: condannato nel 2022 nell’operazione antimafia “Black Widows” e in passato già arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e violazioni della sorveglianza speciale, oltre a precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti.

Vincenzo Primerano, incensurato, è fratello dell’allora assessore di Soriano Calabro Maria Teresa Primerano. La famiglia aveva condannato pubblicamente l’aggressione ai carabinieri, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine.

La vicenda aveva suscitato forte clamore locale, confermando le difficoltà delle forze dell’ordine nel garantire sicurezza e rispetto della legalità in alcune aree della provincia di Vibo Valentia.