Dissesto a Serra San Bruno, l'opposizione gela il Comune: «Altro che uscita, è un buco nero»
Tassone e Procopio scrivono a Prefettura e Corte dei Conti: «52 mesi di stallo, dati negati e una discrepanza milionaria. L'annuncio del risanamento è solo propaganda»

Il "nuovo mattino" annunciato dall’amministrazione Barillari sul risanamento dei conti comunali sarebbe, in realtà, un tramonto fitto di ombre. È quanto sostengono i consiglieri di opposizione Luigi Tassone e Antonio Procopio, che hanno inviato un dettagliato esposto alla Prefettura di Vibo Valentia, al Ministero dell'Interno e alla Corte dei Conti. Nel documento, i due esponenti di minoranza denunciano criticità strutturali nella gestione del dissesto finanziario, mettendo in dubbio la vicina chiusura della procedura semplificata.
La scintilla che ha fatto esplodere il caso è il recente diniego opposto dall'Organismo Straordinario di Liquidazione (OSL) al dottor Vincenzo Damiani, cittadino e potenziale candidato a sindaco, che aveva richiesto l'accesso ai documenti del dissesto. «Qualcosa non torna», scrivono Tassone e Procopio. «Da una parte l'Amministrazione annuncia trionfalmente l’uscita dal dissesto, dall’altra si negano documenti fondamentali sostenendo che siano atti interni. È una gestione non trasparente che ostacola il monitoraggio pubblico».
Il cuore dell'esposto riguarda la discrepanza tra le cifre fornite dal Comune e quelle riconosciute dall'OSL. Secondo i calcoli dei liquidatori, per chiudere la procedura semplificata servirebbero circa 3,8 milioni di euro. L'Amministrazione ha deliberato di metterne a disposizione circa 828mila, ma l'OSL ne riconosce come effettivamente disponibili solo 102mila. «C’è una differenza di ben 725.287,36 euro tra quanto dichiarato dal Comune e quanto realmente nelle mani dei liquidatori», incalzano i consiglieri, sottolineando come questa divergenza rischi di minare l'equilibrio del bilancio comunale.
Un altro punto critico sollevato riguarda il contenzioso legale tra l'Ente e i suoi stessi liquidatori. Il Comune ha tentato di inserire nella massa passiva del dissesto richieste per oltre 5,4 milioni di euro, ma l'OSL ha detto no. L'Amministrazione ha impugnato il diniego davanti al TAR di Catanzaro, perdendo il ricorso e decidendo di non appellarsi al Consiglio di Stato. «È singolare che chi dichiara il dissesto apra una guerra legale con chi deve gestirlo», commentano Tassone e Procopio, chiedendosi quale impatto avrà questo "buco" milionario sulle tasche dei cittadini e sulla futura legislatura.
A 52 mesi dall'insediamento dell'OSL, l'opposizione chiede un intervento ispettivo urgente per verificare: le cause del protrarsi infinito della procedura, la reale copertura finanziaria del fabbisogno del dissesto e la tenuta degli equilibri di bilancio alla luce delle somme non ammesse dal TAR.
«Con le elezioni imminenti», concludono i consiglieri, «il comportamento dilatorio dell'Amministrazione mira solo alla propaganda, rinviando le responsabilità alla prossima legislatura e compromettendo la dignità di Serra San Bruno».
