Dipendenti regionali assenteisti, due optano per il rito abbreviato
Per 45 imputati si ipotizzano l’abuso di ufficio, il falso e la truffa. Una vicenda che fece scalpore e che portò la Regione ad emettere una serie di provvedimenti disciplinari
di GABRIELLA PASSARIELLO
Con due richieste di abbreviato si è conclusa l’udienza preliminare a carico di 45 dipendenti regionali accusati di aver timbrato il cartellino in ufficio per poi invece andare a fare la spesa o dal parrucchiere o a casa, o a trovare amici dedicandosi alle proprie faccende personali, sotto gli occhi di chi stava dietro la scrivania a lavorare.
Gli imputati. Gennaro Tinello (60 anni di Settingiano) e Olga Saraco (51 anni di Guardavalle), hanno optato per rito alternativo che verrà celebrato il 3 luglio. Per gli altri imputati il gup del Tribunale di Catanzaro Pietro Carè ha calendarizzato le udienze per il 12 aprile, 24 maggio e il 3 giugno. Si tratta di Antonino Alizzi( 63 anni di R.C.), Silvio Abbruzzese (59 anni di Riace), Luciano Spagnolo (62 anni di Velletri), Cosimo Sansalone (53 anni di Caulonia); Domenico Migali (57 anni di Soverato), Domenico Sodaro (58 anni di San Sostene), Gianpiero Bitonte (64 anni di Sellia Marina), Sergio Borrelli (56 anni di Reggio Calabria), Pietro Marino (48 anni di Reggio Calabria), Bruno Giuseppe Caracciolo, Pasquale Paravati (60 anni di Montepaone), Francesco Valea (57 anni di Botricello), Giovanni Condito( 52 anni di Botricello), Daria Colosimo (45 anni di Catanzaro), Ester Mannella (50 anni di Catanzaro), Pietro Daniele (55 di Satriano), Rosa Maria Gallelli (48 anni di Badolato), Pasquale Belcastro (63 anni di Marina di Gioiosa), Giuseppe Ferraro (65 di Marina di Gioiosa Jonica), Giovanni Tranfo (41 di Reggio Calabria), Emilia Barillà (42 di Reggio Calabria), Consolato Diano (55 di Monasterace), Antonio Ferragina (41 anni di Borgia), Maurizio Veraldi (55 di Catanzaro), Gaetano Pingitore (55 anni di Amato), Pancrazio Esposito (56 anni di Zagarise), Vincenzo Marulla (54 anni di Stilo), Maura Alessandra Sodaro (48 anni di Serra San Bruno), Francesca Asteriti (42 anni di Isola Capo Rizzuto), Walter Egidio Bloise (46 anni di Cosenza), Giorgio Caligiuri (58 anni di San Nicola dell’Alto), Rosario Dolce (63 anni di Catanzaro), Ilario Frajia(52 anni di Melito P.S.), (Salvatore Cangemi 45 anni di Crotone), Raffaele Gottardi (53 anni di Vibo Valentia), Carmelo Guerrini (48 anni di Crotone); Angelo Leonetti (42 anni di Melissa), Anna Maria Maruca (55 anni di Catanzaro), Emira Plateroti (57 anni di Palmi), Fulvia Santagata (56 anni di Catanzaro), Luciano Stasi (48 anni di Rossano), Francesco Aggiorno (48 anni di Cirò), Carlo Calvieri (57 anni di Curinga).
L’inchiesta. Abuso di ufficio, falso e truffa aggravata ai danni dello Stato per aver certificato la falsa presenza sul posto di lavoro grazie ad uno scambio di badge andato avanti per mesi. Ipotesi di accusa rispetto alle quali il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Fabiana Rapino aveva chiesto il rinvio a giudizio originariamente a carico di 49 dipendenti regionali, quattro dei quali sono stati già giudicati con rito abbreviato). La vicenda all’epoca dei fatti suscitò scalpore al punto che la Regione Calabria nel mese di settembre 2014 emise quattro provvedimenti di licenziamento, 5 di sospensione dal servizio per un periodo superiore a 11 giorni, 41 rimproveri, tra scritti e verbali. A condurre le indagini la Guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, che da diverso tempo monitorava gli uffici dei dipartimenti Avvocatura, Attività produttive, Cultura, Politiche energetiche, Bilancio e Lavori pubblici, ubicati in viale Cassiodoro, delineando ruoli e responsabilità di ogni singolo presunto assenteista, inchiodato dalla telecamere che riprendeva ogni movimento.
