Clonano l'assegno e aprono un conto a suo nome a Rossano, truffata una donna di Palmi
Aveva venduto un immobile, ma non aveva ancora incassato il titolo di credito. L'1 marzo la scoperta della truffa e l'inizio della disavventura
Una donna di Palmi è stata truffata, nelle ultime settimane, e il raggiro è stato scoperto dal centro antitruffa di Torino. Protagonista della disavventura è la signora G. A. che aveva venduto un immobile per estinguere il mutuo sulla casa della figlia e che, invece, si trova truffata e con l’incubo di vedere pignorato l’immobile intestato alla figlia per i ritardi nel risarcimento da parte di Poste italiane.
La storia La disavventura della palmese è iniziata alla fine del 2017, quando la signora G. A. vende un immobile a un cugino per l’importo di 40mila euro. L’uomo aveva pagato con un assegno circolare dello stesso importo delle poste italiane ed il tutto era stato regolarmente rogitato da un notaio di Sant’Eufemia d’Aspromonte. L’assegno con il quale era stato acquistato l’immobile era datato 19 dicembre 2017 ma la donna, non avendo alcuna necessità imminente di incassare il denaro, lo aveva tenuto da parte per estinguere un mutuo intestato a nome della figlia.
Fulmine a ciel sereno La mattina dell’1 marzo scorso, però, la signora riceve una telefonata dal centro antitruffa di Torino delle poste italiane che le chiede se avesse emesso due poste di giro dal suo conto corrente di Rossano in provincia di Cosenza. La donna fa presente al suo interlocutore telefonico di non capire di cosa parla, in quando non aveva mai acceso nessun conto corrente in un ufficio postale di Rossano.
L'assegno clonato Immediatamente, la signora si era recata all’ufficio postale di Palmi centro per parlare con il direttore della filiale. Questi, aveva informato la donna che un assegno uguale al suo, quindi clonato, era stato posto all’incasso in un ufficio postale di Rossano su un conto corrente a suo nome. La donna ribadiva anche al direttore di Palmi di disconoscere quel conto corrente, nonché l’operazione effettuata. Il funzionario delle Poste, a quel punto, aveva anche preso atto che il titolo originale era in possesso della signora. Dopo di che, il direttore interloquiva con il centro antitruffa di Torino e quindi la invitava a sporgere denuncia.
La truffa Per quanto la donna era riuscita a ricostruire – anche grazie al suo legale, l’avvocato Carmen Gualtieri - i truffatori avevano già incassato del denaro, ma non sapeva quanto. Dopo avere incassato l’assegno, i malfattori avevano effettuato due posta giro online, attivando anche una carta di credito con la quale avevano effettuato diversi acquisti. In ogni modo, il direttore l’aveva rassicurata che sarebbe stata risarcita del danno da poste italiane. Il problema, per la donna, è che Poste Italiane non avrebbe dato una data certa per la restituzione dell’importo esponendo la palmese al rischio di un pignoramento della casa della figlia.
