Doveva essere la consiliatura della rinascita della città, con il trionfo del civismo ed invece mai come in questo momento storico la politica ha dettato legge sull'Amministrazione comunale. E mai come in questi mesi si è assistito al tentativo dei partiti di paralizzare l'attività amministrativa. La debolezza di un civismo costruito a tavolino ha prodotto la crisi strisciante che va avanti da mesi. E non si vede via d'uscita perchè maggioranza e opposizioni giocano una partita a scacchi. O meglio, giocano con le sorti della città. La verità è che nessuno (o quasi) probabilmente vuole interrompere il mandato di un sindaco che non ha da tempo i numeri per andare avanti. E allora ciascuno rivendica un obiettivo diverso e agisce perchè nulla accada nella sostanza. Mettere ordine in questo caos infernale non è semplice, neppure per gli..addetti ai lavori. Ma bisogna comunque provare a fare una sintesi. Il primo cittadino è da un mese senza una giunta. L'azzeramento dell'esecutivo è stato determinato dal ritiro degli assessori da parte di Forza Italia, lo stesso partito che oggi intende portarlo in Aula per verificare l'esistenza di una maggioranza.


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Nel frattempo, la componente che fa capo a Vincenzo Pasqua continuerebbe a pretendere l'azzeramento totale dell'esecutivo, oppure il reintegro del proprio assessore di fiducia. L'eventualità non piace al sindaco che, però, pur di non sacrificare Raimondo Bellantoni, probabilmente dovrà scendere a..patti. Ma il problema sta a monte. Capire da quali consiglieri comunali verrà sostenuta la giunta. FI rimane in maggioranza, ma da sola non è autosufficiente. Vibo Unica ha dichiarato ieri di essere pronta ad andare in Consiglio comunale urgente per sfiduciare Costa. Il Pd (la cui mozione di sfiducia non è stata sottoscritta dal gruppo di Luciano) con i responsabili è pronto però a fare sponda al primo cittadino. Tanto più se dovesse passare il 3 febbraio senza che arrivino le dimissioni del sindaco. E già perchè a quel punto la finestra elettorale primaverile sarebbe saltata e tutti salvatori della patria si direbbero pronti a "sacrificarsi" per evitare il commissariamento. Insomma, una farsa senza fine!