Lo strappo divenuto poi una frattura e forse una rottura tra il gruppo di “Vibo Popolare” ed il suo assessore di riferimento Antonio Scuticchio da una parte e la base dell'Ncd dall'altra, è ormai un dato acclarato. Dopo le sortite degli eletti, è stato il coordinatore cittadino Vincenzo De Filippis a salire in cattedra per ribadire distanze ormai siderali. “Sono ancora rammaricato – ha ribadito l'esponente del partito di Alfano alla Gazzetta del Sud – per quanto accaduto. Dopo un anno abbiamo assistito alla disfatta di quella lista che era stata messa in piedi da moltissimi giovani con grandissimo entusiasmo, ottenendo un risultato ragguardevole. Ovviamente pur non avendo condiviso una scelta della quale ancora stento a capacitarmi, auguro loro buon lavoro”.

La degenerazione. Ma come si è potuto arrivare a tutto ciò? “Non saprei assolutamente indicare le ragioni di questa decisione. Posso solo dire – ha proseguito – che non c'è stato alcun diktat; fino a quel momento nel partito si era sempre parlato di tutto, a cominciare dai problemi che qualche nostro rappresentante in giunta aveva avuto con gli uffici. Semplicemente qualcuno ha pensato di interrompere il dialogo”. Tangibile la delusione sul volto di De Filippis, primo degli eletti di Vibo Popolare con oltre 200 preferenze. “Perchè in questo progetto ci avevamo creduto davvero, avevamo dato tutti l'anima e chi è arrivato ad occupare uno scranno, non ha fatto altro – ha rammentato - che raccogliere i frutti dell'impegno collettivo”.

La svolta mai arrivata. Inevitabilmente, poi, sotto la lente d'ingrandimento è finita l'attività amministrativa. E l'attenzione è stata focalizzata su quel programma elettorale ancora sulla carta. “Mi duole dover asserire che l'attesa svolta non c'è stata – si è sfogato il coordinatore cittadino di Ncd – Nessuna risposta è arrivata ancora sul Piano strutturale comunale, sul porto, sul sito dell'Italcementi, sul Pennello. Devo ammettere che mi ero fatto da parte pur avendo messo in campo diversi progetti che a tutt'oggi giacciono nei cassetti, con l'auspicio che qualcuno – ha confessato - avesse modo e tempo per dare l'input necessario al settore ambientale: dal verde pubblico al prossimo bando per la gestione della raccolta rifiuti. Invece, devo constatare che quel programma che abbiamo sposato entusiasti ancora non è partito”.

Insomma, pur senza alzare i toni, pur senza infierire contro i singoli ed assumendosi le proprie responsabilità, l'ex assessore ha bocciato ugualmente quasi a 360 gradi il modus operandi dell'esecutivo. E lo ha fatto con dovizia di particolari, senza sorvolare praticamente su nulla, neppure “sullo sfacelo di via Carlo Parisi”. Perchè nella gestione della cosa pubblica “sono necessarie - ha sbottato De Filippis - responsabilità, coscienza e passione”. Quindi ha puntualizzato: “Io non ce l'ho col sindaco, l'ho sostenuto convintamente, ma con onestà intellettuale devo ammettere che quell'idea di rinascita della città è rimasta quasi totalmente nel cassetto”. Spiegati dal coordinatore del Nuovo Centro Destra, pure i motivi del suo impegno nel partito dopo le dimissioni da assessore: “Ho accettato il coordinamento cittadino – ha chiosato De Filippis – per la vicinanza che mi lega da sempre ad Alfonso Grillo, ma soprattutto per non tradire l'entusiasmo dei giovani che avevano abbracciato la nostra causa. Sarà anzitutto a loro che lottano ogni giorno con i problemi di ogni quartiere, di ogni frazione, che si dovranno dare le necessarie risposte”.