Lamezia, flashmob dei commercianti: "Penalizzate solo alcune categorie"
Le proteste e le manifestazioni contro le chiusure imposte dalla pandemia, contro le aperture a singhiozzo e l’incertezza sui prossimi mesi arrivano anche a Lamezia Terme. Su corso Giovanni Nicotera i titolari di diverse attività commerciali si sono ritrovati per un flashmob contro le restrizioni anti-covid. Una protesta sobria e pacifica, distante anni luce dai disordini registratisi a Roma. Un ritrovo simbolico che ha evidenziato le difficoltà di determinate categorie commerciali (da parrucchieri, a commercianti, da titolari di palestre a ristoratori) che si trovano ancora oggi, dopo oltre un anno di sacrifici e chiusure, a dover fare i conti con chiusure a singhiozzo e difficoltà economiche crescenti. Tutte misure che non hanno sortito effetti determinanti, soprattutto a Lamezia Terme dove i contagi anziché calare aumentano ancora vertiginosamente.
“Più vaccini più economia”, “Basta essere italiani di serie B”, “I tempi dell’economia non sono i tempi della burocrazia”, “Sacrifici agli italiani? Solo ad alcuni”. Questi alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti nel corso del flashmob organizzato da Impresa Calabria e da Autonomi Partite Iva Calabria e conclusosi con il lancio di palloncini bianchi.
“Non è giusto che per la disorganizzazione generale con cui è stata gestita l’emergenza sanitaria – hanno affermato i manifestanti – siano penalizzate solo e soltanto determinate categorie che sono di vitale importanza per l’economia. Anche se da ieri siamo tornati in zona arancione, il fermo delle nostre attività è stato deleterio e i ristori, quando arrivano, non ripagano delle perdite accumulate”
