Truffe Bed & Breakfast nel Vibonese, in 24 rinviati a giudizio, 23 prescritti (NOMI)
La lentezza della giustizia a Vibo Valentia colpisce ancora: non luogo a procedere per prescrizione per 23 indagati. Processo per gli altri imputati (anche di altre province)
Approderà dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia l’inchiesta nata dall’operazione denominata “Resort”, scattata il 12 aprile 2012 nel Vibonese con la scoperta di una presunta maxitruffa ai danni della Comunità europea, “coperta” da strutture alberghiere riconducibili ai “Bed and Breakfast”. Il gup del locale Tribunale, Lorenzo Barracco, ha infatti rinviato a giudizio 24 indagati. Il processo si aprirà nei loro confronti il 14 febbraio 2017.

Questi i rinviati a giudizio. Dell'accusa di malversazione e falso dovranno rispondere: Angelo Mangialavori, 60 anni, di Pernocari di Rombiolo; Maria Calzone, 77 anni, di Ionadi (62.586,36 euro). Del reato di falso in scrittura privata dovrà invece rispondere Orlando Tavella, figlio di Maria Calzone.
Malversazione, falso, truffa.Questi i reati per i quali sono stati rinviati a giudizio: Antonio Imeneo, 57 anni, di San Nicola da Crissa, (62.400,00 euro); Angela Grillo, 43 anni, di Ionadi, (35.610, 28 euro); Massimiliano Sibio, 33 anni, di Mongiana, (50.737,09 euro); Giuseppe Vetrò, 30 anni, di Vallelonga, (97.689, 73 euro); Antonio Felice, 28 anni, di Piscopio, (67.717,50 euro); Lidia Ierullo, 38 anni, di Vallelonga (88.094,23 euro); Rosaria Bagnato, 39 anni, di San Cono di Cessaniti, a cui non viene però contestata la truffa.

Bruno Vetrò, 55 anni, di Vallelonga, padre dell’indagato Giuseppe, è stato invece rinviato a giudizio per il reato di concorso in truffa.
Falso ideologico. Per tale ipotesi di reato sono stati rinviati a giudizio: Eugenio Marino, 67 anni, di Pentole (Cz); Vittorio Cupelli, 64 anni, di Lago; Cristian Rizzo, 32 anni, di Falconara (Cs); Caterina Froio, 31 anni, di Montauro; Andrea Mazzei, 37 anni, di Miglierina; Angela Celestino, 34 anni, di Rossano; Andrea Guido, 40 anni, di Cosenza; Giuseppina Sette, 45 anni, di Vibo Valentia; Francesco Vizza, 61 anni, di Rogliano; Emilio Giordano, 41 anni, di Cosenza.

Il reato di truffa aggravata viene poi contestato ad altri titolari di B&B rinviati a giudizio. Si tratta di: Giuseppe Andreacchi, 56 anni, di Vallelonga (99.999, 98 euro il finanziamento); Giovanni Battista Franzone, 53 anni, di Vibo Valentia (60.169,19 euro il contributo); Patrizia Campisi, 41 anni, di Vallelonga, (82.307,33 euro il finanziamento).
Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dei reati il gup ha invece dichiarato nei confronti di: Domenico Maida, 45 anni, di Vazzano (67.148,45 euro il contributo ottenuto); Giuseppe Condello, 56 anni, di Filogaso; Rocco Valente, 30 anni, di Vibo; Francesco Moscato, 31 anni, di Vazzano; Saverio Rotundo, 57 anni, di Marcellinara; Salvatore Morello, 50 anni, di Lamezia; Alessandro Franzè, 37 anni, e Gianfranco Rauti, 53 anni, di Chiaravalle; Gaetano Gnisci, 44 anni, di San Lucido; Cosmo Arena, 41 anni, di Spadola; Nicola Arena, 48 anni, di Spadola; Michele Piperno, 40 anni, di Piscopio; Massimiliano Franchina, 43 anni, di Serra San Bruno; (emissione di fatture in favore dei titolari dei B&B per operazioni, secondo l’accusa, inesistenti); Maria Imeneo, 53 anni, di San Nicola, (19.747,91 euro il contributo, accusata di malversazione, falso e truffa); Francesco Sibio, 40 anni, di Mongiana, (46.484,05 euro il finanziamento, accusato di malversazione e falso); Vito Galati, 46 anni, di Vallelonga, (10.150, 00 euro il contributo, accusato di malversazione, falso e truffa); Iole Silvaggio, 65 anni, di Maierato, (euro 19.747,91 il contributo, accusata di malversazione, truffa e falso); Giovanni Veneziano, 63 anni, di Monterosso Calabro, collaudatore inviato dalla Regione ed accusato di falso ideologico; Francesco Bianchi, 65, di Catanzaro, collaudatore inviato dalla Regione ed accusato di falso ideologico; Davide Franceschiello, 43 anni, di Cosenza, collaudatore inviato dalla Regione, accusato di falso ideologico; Stefano Catania, 30 anni, di Spadola (accusato di truffa aggravata); Giuseppe Barbieri, 51 anni, di Sant’Onofrio (direttore dei lavori per la Campisi ed accusato di falso); Caterina Staropoli, 47 anni, di Vallelonga, con B&B a Vena di Ionadi (61.416,80 euro il contributo, accusata di malversazione, truffa e falso).

Lentezza della giustizia vibonese. Nonostante la chiusura delle indagini preliminari risalga al novembre 2012, e la richiesta di rinvio a giudizio porti la data del novembre 2014, solo ora il gup del Tribunale di Vibo Valentia - a causa della cronica carenza di magistrati - si è pronunciato e molti degli indagati ne escono attraverso la prescrizione (che non equivale all'assoluzione) con buona pace di chi ha condotto le indagini.
L'inchiesta. L’attività investigativa, coordinata dal pm Santi Cutroneo (ora trasferito in altra sede), è stata portata a termine dalla Guardia di Finanza.

Un milione e 300mila euro la somma complessiva illecitamente percepita, secondo gli investigatori, per la realizzazione di 23 Bed & Breakfast nel Vibonese che, ad avviso della Gdf, in molti casi non sarebbero stati neppure realizzati. (g.b.)
