Lo storico interviene sulla vicenda e bacchetta tutti, diocesi compresa: "Che non si autorizzino blasfemie fondate su fantasiose ipotesi"

di ILARIA LENZA

La ricerca non ha dato i risultati sperati. Almeno non fino ad oggi. E, stando all'opinione dello storico napitino, Mimmo Pacifico, non li darà mai. Pacifico ne è convinto: la bara con i resti di Gioacchino Murat non si trova nella cripta dei preti del Duomo di Pizzo, ma i resti è facilmente immaginabile che ci siano, "solo - ha chiarito - in fondo, nella fossa comune del 1815 e non in superficie, dove sono state effettuate le ricerche". Il suo punto di vista lo storico lo ha ben sviluppato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc. "Per venire a capo della questione si dovrebbe eseguire l'esame del dna sulle centinaia di ossa che si trovano nella fossa comune, cosa chiaramente impossibile". Prima di oggi, altri avevano provato a fare luce sulla vicenda, le annotazioni storiche di Pacifico in merito non sono mancate.

mimmo pacificoIl precedente storico. "Alla fine dell'Ottocento - ha spiegato - fu la stessa nipote di Murat Luisa Rasponi ad avviare le ricerche. Ma non riuscendo a rinvenire alcunché si arrese. Come lei, nel 1976 un professore, luminare del tempo, provò ad aprire la cripta, senza trovarvi nulla che potesse ricondurre ai resti di Murat. Ora - ha proseguito -, a Pizzo si vorrebbe dare per accreditata l'opinione di alcuni visionari, che avanzerebbero l'ipotesi fantasiosa dell'apertura della fossa in cui si trovano i resti dei canonici, dei preti".

cripta"Non aprite quella botola". Sul punto Pacifico ha detto la sua. "Murat era un massone, che a Madrid sparò sulla popolazione, che si rese protagonista di fatti assolutamente inconciliabili con la chiesa. Non è assolutamente pensabile che sia stato seppellito insieme ai preti". E ha chiamato in causa, lo storico, vescovo e diocesi. "E' inaccettabile - ha spiegato - che si acconsenta ad una tale blasfemia. Chiamerò in causa vescovo e diocesi, se autorizzeranno l'apertura della botola. Non è una cosa che si può fare, in assenza di riscontri storici". Bene sarebbe stato, al contrario, "preparare un piano b per uscire dal cul-de-sac".

La foto misteriosa. Resta da sciogliere la questione della famosa foto, risalente al 1975, in cui si vedrebbe la tomba attribuita al re. "E' probabile - ha chiarito in merito - che quella nella foto sia un'ombra, oppure un luogo diverso da quello indicato nella cripta. Fatto sta che la ricerca sta creando dubbi nella popolazione e molti pensano che Murat non sia neppure mai stato a Pizzo. Non sarebbe stato meglio analizzare i riscontri storici per tempo? Alla fine cosa si dirà ai pizzitani?". La questione è aperta.