Accordi trasversali e risposte attese dalla chiesa per opere finanziate e mai realizzate
La Calabria continua ad essere terra di misteri ed inciuci, di politica indecifrabile, di alchimie, di palazzi che decidono a comando, di giustizia a metà e a convenienza, di mafia che continua a sguazzare e di intellettuali che si autoincensano. Un luogo di anime vaganti, di strani silenzi, di pulpiti che predicano e non chiariscono, di aspiranti cavalieri, di sorrisi ammiccanti e di sole che seduce e inganna.
Un quadro di insieme con uno scenario immutabile, con progetti e metà, con opere pubbliche spesso bloccate dalle lungaggini della burocrazia e dalla incompetenza che regna sovrana e con idee “sbalorditive” che non costano niente. Un luogo di parate, di merletti e inni alla patria segnati spesso dalla ipocrisia. Un girotondo con protagonisti una lunga lista di attori incompiuti, nella maggior parte dei casi formata da rappresentanti politici che straparlano, promettono e ingannano, il più delle volte senza essere coscienti di ingannare, vuoi perché non sanno quello che dicono e di cosa parlano, vuoi perché a conti fatti, al di là del loro piccolo casato- dove si pavoneggiano, si fotografano e si filmano felici e contenti - non contano il resto di nulla. Una terra, la nostra, dove nelle conferenze stampa e ai tavoli della usurata convegnistica sboccia di tutto- dall’effimero che diventa serio ai milioni di euro che si moltiplicano - ma dove nulla si conclude.
Detto questo poniamoci alcune domande. La prima - come direbbe qualcuno - sorge spontanea: Cosa si cela dietro i tanti accordi trasversali della politica nostrana di questo nostro tempo inquieto? La voglia di servire, la voglia di comandare … Cosa? Si attende risposta. Seconda domanda: Quando potremo, finalmente, contare, al di là delle assicurazioni e dei proclami, su una sanità vera ed efficiente? Tutto questo, attraverso una politica in cui la Salute - ovvero il bene primario di un popolo – prevalga sugli dei gruppi di potere, sui pidocchiosi interessi di bottega e sugli altrettanti pidocchiosi incarichi. Restiamo in attesa di celere risposta.
Terza domanda: Cosa bolle all’interno della chiesa calabrese, segnata nell’ultimo anno da scosse telluriche e da cambiamenti mai visti? La voglia di una santa rivoluzione, in sintonia con la Curia vaticana, oppure il desiderio di più di un rampante prelato, di ergersi a protagonista di un nuovo ordine costituito … Cosa? Si attende risposta da parte di uomo di chiesa abituato non solo a predicare bene (mestiere poi non così difficile) ma anche a mettere in pratica nella vita di tutti i giorni le parole del Vangelo. Quarta domanda. In concreto che posto hanno i poveri - al di là di qualche sussidio che si sicuro non risolve il problema- nelle agende della politica regionale? Si attende risposta approfondita, chiara e seria. Quinta domanda: Si farà o non si farà la strada di collegamento dall’autostrada al santuario di Natuzza di Paravati di Mileto? Ricordiamo a tal riguardo che il Cipe ha già stanziato a suo tempo 20 milioni euro e che la gente attende giustamente risposte su queste e su altre opere spesso annunciate, addirittura finanziate, ma poi mai realizzati e altre volte inaugurate, avviate e lasciate a metà. Un’ultima domanda. Ma in politica e non solo conta di più l’apparenza o la sostanza? Tenuto conto degli accadimenti, delle varie narrazioni e del “visto “ con i nostri occhi oggi come oggi “il nulla ben venduto” vale di più “del serio ben detto”. Ma potremmo sbagliarci. Attendiamo, a tal riguardo, risposta seria e completa.
