Regge l'impianto accusatorio della Dda. Confermata la gravità indiziaria nei confronti di tutte le persone sottoposte a indagine

Resta la gravità indiziaria. Ma sono venute meno le esigenze cautelari che lo scorso 23 marzo avevano portato all'arresto di politici e uomini appartenenti alle cosche locali. Soltanto Sandro Principe, l'uomo al centro dell'operazione ribattezzata "The System" resta in regime di custodia cautelare. E' questa la decisione assunta dal Tribunale dei riesame di Catanzaro al quale si erano appellati i legali di Pietro Ruffolo, Giuseppe Gagliardi, Umberto Bernaudo e Rosario Mirabelli. Per tutti è quattro è stata disposta la remissione in libertà mentre per il solo Principe è stata confermata la misura degli arresti domiciliari applicata due settimane fa dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia. Tutti loro sono stati accusati di concorso esterno in associazione mafiosa di aver ricevuto sostegno elettorale da parte di uomini del clan Lanzino-Ruà in cambio di favori una vola eletti e insediati nelle istituzioni.

Sandro Principe

La decisione del Riesame arriva dopo tre giorni dalla discussione dei difensori davanti ai giudici del Tdl. In quella occasione (era venerdì mattina), però, l'accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto Pierpaolo Bruni aveva depositato agli atti un interrogatorio di Amerigo Castiglione, già candidato a sindaco di Rende, all'interno del quale erano contenute dichiarazioni che potrebbero avere supportato efficacemente la linea accusatoria al punto da indurre il Riesame a confermare la misura cautelare nei confronti di Principe e confermare la gravità indiziaria dei reati contestati agli altri politici, che restano indagati. ([email protected])