L'inchiesta era stata avviata dalla Procura che aveva chiuso le indagini nel 2012. La richiesta di rinvio a giudizio non è stata però accolta dal giudice

Il fatto non costituisce reato. Questa la formula assolutoria con la quale il gup del Tribunale di Vibo Vslentia, Gabriella Lupoli, ha prosciolto dall'accusa di abuso d’ufficio in concorso cinque indagati per vicende legate ai parcometri ed alla gestione dei parcheggi a Tropea. In particolare, il non luogo a procedere “perchè il fatto non costituisce reato” è stato dichiarato dal gup nei confronti di: Adolfo Repice, 73 anni, sindaco pro-tempore di Tropea; Pasquale Carmelitano, 38 anni, di Tropea ma residente a Torino; Francesco Marciano, 44 anni, all'epoca dei fatti comandante della polizia municipale di Tropea; Tommaso Panero, di Torino, legale rappresentante di una ditta che forniva i parcometri. Il non luogo a procedere “per non aver commesso il fatto” è stato infine decretato dal gup per Libero Padula, 40 anni, all'epoca dei fatti assessore comunale a Tropea con delega alla polizia municipale.

codice penale

L'accusa che non ha retto al vaglio del guo contestava ad Adolfo Repice, all'epoca sindaco di Tropea, “nonché segretario generale pro-tempore del Comune di Torino e segretario dell’Agenzia per la mobilità metropolitana di Torino che sovraintende alla contrattualistica con la Gtt spa” di aver accettato da tale società - la cui proprietà è del Comune di Torino – l’offerta per la “fornitura di 20 parcometri per un importo di 60mila euro, oltre Iva” da piazzare a Tropea. Secondo la Procura di Vibo, Repice avrebbe agito omettendo di astenersi da “una situazione di conflitto di interessi” e con una nota dell’1 giugno 2010 avrebbe confermato “le intese già raggiunte per le vie brevi” con la “Gtt”, procurando così “un ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante gravità” a Tommaso Panero di Torino, legale rappresentante della ditta.

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Sempre Repice (in foto a sinistra) - questa volta in concorso con l’allora assessore con delega alla Polizia municipale, Libero Padula – era poi accusato di aver deliberato l’8 giugno 2010 “in assenza del preventivo parere finanziario” e con la successiva censura dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, l’affidamento diretto della fornitura dei parcometri alla Gtt in violazione di legge in quanto, ad avviso del pm, sarebbe stata necessaria una regolare gara d’appalto.

tribunale toga aula

Altra contestazione di abuso d’ufficio a carico di Repice e Padula faceva invece riferimento all’affidamento diretto per un anno della gestione dei parcheggi a pagamento – per un importo di 190mila euro – alla cooperativa “Meridiana” di Pasquale Carmelitano. La cooperativa sarebbe stata costituita solo un mese prima della delibera di affidamento del 15 luglio 2010 e vi avrebbero fatto parte, secondo la Procura, “parenti di alcuni consiglieri comunali, oltre a Libero Padula, cugino omonimo dell’assessore”. Per tale vicenda era finito fra gli indagati pure Francesco Marciano che – quale responsabile all'epoca del comando di Polizia municipale di Tropea - era accusato di aver stipulato il contratto con la “Meridiana” procurandole così “intenzionalmente” un “ingiusto vantaggio patrimoniale”. All'esito delle discussioni degli avvocati Giovanni Vecchio (per Repice, Marciano e Carmelitano) e dell'avvocato Domenico Sorace per Padula, il gup ha però prosciolto tutti gli indagati non accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Vibo Valentia. (g.b.)