Rinascita, il gup Paris non potrà giudicare "Mommo" Macrì
Colpo di scena nel processo con rito abbreviato nato dall'operazione Rinascita Scott. La Corte di Cassazione ha infatti annullato senza rinvio la decisione con la quale la Corte di Appello di Catanzaro aveva respinto la dichiarazione di incompatibilità del giudice per l'udienza preliminare Claudio Paris - che sta giudicando nel filone in abbreviato - relativamente alla posizione di Domenico "Mommo" Macrì.
In altre parole: la Cassazione ha considerato incompatibile il giudice nei confronti di Macrì, in quanto in passato aveva autorizzato un'attività di intercettazione nei confronti dello stesso. Per capire gli effetti che avrà sul processo, se quindi bisognerà o meno ricominciare dall'inizio con un nuovo giudice - limitatamente, lo ripetiamo, alla sola posizione di Macrì - bisognerà aspettare le motivazioni della decisione.
Domenico Macrì, alias “Mommo”, 37 anni, ritenuto dagli inquirenti ai vertici della ‘ndrina dei Pardea-Ranisi, dallo scorso marzo è stato sottoposto al regime del 41 bis. Macrì, difeso dall’avvocato Francesco Sabatino e dall'avvocato Salvatore Sorbilli, è rimasto coinvolto nell’operazione Rinascita Scott, optando per il giudizio abbreviato in cui l’ufficio di Procura ha già invocato una condanna pesantissima a 20 anni di reclusione. In passato Macrì è stato già condannato nel processo “Goodfellas” per aver fatto parte della cosca Lo Bianco-Barba, e in particolare del gruppo diretto dall’attuale pentito Andrea Mantella.
