"Ottanta Botricello nel cuore", spopola il libro di Massimo Ferro
"Ottanta Botricello nel cuore", a due mesi dalla sua uscita il libro continua a tenere banco suscitando molto interesse nei lettori. Un'attrazione visibile negli acquisti e anche nelle recensioni positive che continuano ad arrivare.
Massimo Ferro con questa sua opera, un volumetto di appena una sessantina di pagine, uscito a marzo di quest'anno per le Edizioni La Caravella, con poco più di 20 racconti brevi, riesce, attraverso una scrittura emotivamente coinvolgente, a farci entrare nella dimensione narrativa della sua infanzia e fanciullezza. Una narrazione non solipsistica, autoreferenziale, ma 'corale' la sua, quindi narrazione che avrebbe potuto essere di tanti fra i suoi lettori. In lui lo strumento narrativo ha vissuto come una sorta di processo di identificazione collettivo, di immedesimazione nelle voci, nei colori, nelle immagini, nei suoni della terra che gli ha dato i natali.
Massimo Ferro, con questi racconti, è come se avesse voluto chiudere dentro un cerchio fatato tutti i ricordi della sua infanzia, fatti di esperienze, persone, luoghi. Ha creato un cerchio magico, entro il quale i suoi compagni, coetanei bambini, ragazzi e adolescenti, ma anche padri e madri di famiglia, lavoratori soprattutto artigiani, pescatori, gelatai, baristi sopravvivono, quarant'anni dopo, in una dimensione risuscitata. E' come se avesse messo in moto i meccanismi della memoria di cui parlavano gli antichi romani, i cosiddetti 'loci', i luoghi, i 'cassetti', il 'palazzo della memoria': e piano piano, con delicatezza e sicurezza ha aperto questi cassetti, questi 'loci', ridando vita a tutto e a tutti.
Anche la sua scrittura è affabulante, perché intreccia, avviluppa, incastona e nello stesso tempo la memoria smatassa in parole, in righe e pagine pregnanti di antichi umori. Con questi pochi racconti e in questa manciata di pagine, si concretizza il cerchio magico di luce e di speranza. Scrittura facile e felice la sua. Facile perché si affida ad un registro linguistico colloquiale, quotidiano, dal tono amicale e familiare, col quale fa emergere i tratti fondamentali da ritratto dei suoi personaggi ( Totò Ferro, i Ranieri, Don Enzo, Midiri, Puccio...). Felice perché 'gioca' costantemente sul senso e sul significato.
