Coronavirus fase 2: orari di lavoro e trasporti. Così cambiano le città
L’attesissima Fase 2 si appresta a ridisegnare il modo di vivere le città. Dagli orari di apertura di esercizi commerciali e uffici, ai trasporti.
Il governo sta di fatto ancora lavorando alle regole che consentiranno la riapertura del Paese dopo l’isolamento forzato per contrastare la diffusione del Coronavirus. Tra le ipotesi al vaglio dell’esecutivo, la riduzione dell’orario di apertura degli alimentari e dei supermercati, con ingressi contingentati, per impedire le uscite in tarda serata. L’ingresso nei negozi sotto i 40 metri quadrati sarà consentito a una persona per volta onde evitare i contatti. Se le norme dovessero rivelarsi insufficienti, si potrebbe arrivare ad autorizzare per la spesa un solo componente di ogni nucleo familiare. Un inasprimento delle misure che il governo tenderebbe però a scongiurare.
Il nodo cruciale, in vista del ritorno all’attività di buona parte dei cittadini, è rappresentato dai trasporti, necessari per raggiungere i luoghi di lavoro. È allo studio l’apertura stabile delle zone a traffico limitato per alleggerire la rete di bus e metropolitane, ma si stanno prendendo in esame anche altre soluzioni. Nuove limitazioni previste invece dal decreto firmato dal ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, per contrastare gli spostamenti giustificati in maniera fittizia con motivi di lavoro. Stretta sulle tratte dell’Alta Velocità e gli Intercity: l’elenco dei treni confermati è disponibile sui siti delle Ferrovie. Sicilia e Calabria saranno collegate soltanto con quattro traghetti, con imbarco consentito soltanto ai viaggiatori a piedi, in auto o moto e vietato ai pullman. Permesso invece il trasporto delle merci.
