Quasi 40 anni di carcere sono stati inflitti agli imputati nel processo  d'Appello, in abbreviato, scaturito dall’operazione antidroga “Green Day”. Gli imputati rispondevano di associazione per delinquere di stampo mafioso e associazione dedita al narcotraffico. La Corte di appello di Reggio Calabria ha confermato due condanne, quella di Cosimo Ursino, a 2 anni e 2 mesi per reati in materia di sostanze stupefacenti e già allora assolto, con la formula “perché il fatto non sussiste”, dal reato di estorsione aggravata con le modalità di tipo mafioso. Confermata anche la condanna per Vincenzo Lombardo (2 anni 2 mesi).
La sentenza del gup è stata riformata per altri sei imputati. I giudici hanno assolto Salvatore Sainato, di Gioiosa Jonica, dall’accusa di far parte con un ruolo apicale di un’associazione per delinquere dedita al traffico di droga, mentre è stato è stato condannato per un episodio di detenzione e spaccio di marijuana, con pena che è passata da circa 10 del gup ai 2 anni dell’appello, con conseguente revoca delle interdizioni.
Condannati Giorgio Violi (9 anni 11 mesi), Vincenzo Sainato (9 anni 7 mesi), Luca Benci(7 anni 10 mesi), Domenico Jentile (3 anni 4 mesi) e Massimiliano Demasi (2 anni).