Ospedale di Serra San Bruno, monta la protesta dei sindaci
Diritto alla salute quasi negato per i cittadini del comprensorio Serrese, che da anni si trovano a fare i conti con un ospedale, quello di Serra San Bruno, sempre più povero di servizi e di personale. Un punto di riferimento sanitario che sta venendo meno, lasciando un ampio bacino di utenza praticamente sprovvisto di un presidio ospedaliero. La situazione peggiora: medici in pensione dei quali mai nessuno ha preso il posto, reparti ridotti all'osso, difficoltà sempre nuove che emergono quotidianamente sia per il personale che per gli utenti.
E così è montata la protesta: questa mattina, infatti,i sindaci di gran parte dei comuni delle Serre (Nardodipace, Fabrizia, Spadola, Brognaturo, Simbario, Vallelonga) hanno tenuto un sit-in (organizzato ieri in una conferenza per discutere proprio sull'argomento 'ospedale' tenutasi presso il Comune di Spadola) davanti al nosocomio. "Abbiamo portato la questione all'attenzione di chi di competenza, attendendo risposte che non sono mai arrivate-ha affermato il sindaco di Spadola, Cosimo Damiano Piromalli-. Oggi abbiamo intrapreso questa manifestazione, che proseguirà in altre sedi nelle prossime settimane: l'ospedale di Serra San Bruno deve essere potenziato e adeguato alle esigenze dei cittadini". "Siamo stati spogliati, pezzo a pezzo, del "San Bruno"-ha tuonato il primo cittadino di Nardodipace, Antonio Demasi-: chiediamo che vengano rispettate le prerogative dei presidi di montagna". "La nostra protesta non si ferma-ha asserito il sindaco di Brognaturo, Rossana Tassone-: se necessario andremo avanti con azioni eclatanti".
Alla manifestazione hanno aderito anche le compagini di opposizione comunale di Serra San Bruno, con i consiglieri Luigi Tassone e Biagio Figliucci e il comitato civico nato recentemente proprio a difesa dell'ospedale, il cui presidente Rocco La Rizza ha rimarcato: "Continuano i tagli alla sanità pubblica...tutte azioni volte a favorire la sanità privata". "Siamo sotto i livelli minimi di assistenza sanitaria-ha ribadito Ferruccio Codeluppi, da semplice cittadino-: la situazione è drammatica". A sostegno della protesta si è schierato anche il Partito Democratico, con il consigliere regionale Raffaele Mammoliti e il segretario provinciale Giovanni Di Bartolo intervenuti al sit-in. "Abbiamo chiesto al presidente della commissione sanità, il consigliere Michele Comito, di indire un'apposita riunione" ha spiegato Mammoliti. "Doverosa e giusta la manifestazione di oggi-ha specificato Di Bartolo-: non si può far finta di non vedere il problema. Non c'è nulla da strumentalizzare e, soprattutto, non c'è nulla da contrattare: c'è solo da ottenere il rispetto del diritto alla salute".
Quanto ai medici, emblematica la voce dell'anestesista Michele Miceli: "Stiamo assistendo a un problema sociale; i concorsi si fanno, ma nessun medico vuole venire al San Bruno. Noi che ancora siamo in forza all'ospedale resistiamo, lavoriamo, nonostante tutte le difficoltà e nonostante le nostre responsabilità siano aumentate".
Molti tra i presenti hanno stigmatizzato l'assenza del sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, al sit-in. Il primo cittadino ha comunicato di non condividere nè i tempi nè il luogo della protesta, spiegando che "I sindaci devono interfacciarsi con le istituzioni nelle sedi opportune: una manifestazione organizzata in 12 ore e tenuta davanti all'ospedale non porta a niente". Barillari domani incontrerà il commissario della sanità regionale, nonchè governatore della Calabria, Roberto Occhiuto per discutere dell'argomento.
