Sulla salma che misteriosamente cammina (o meglio, ha camminato) dalla cappella di una confraternita a quella di un privato (senza che quest’ultimo ne sia stato messo a conoscenza da chicchessia), il mistero si fa sempre più fitto a Vibo. Nessuna novità sopraggiunge al momento, rispetto a quella che sarebbe stata, stando alla denuncia del proprietario del loculo di destinazione, una traslazione priva di autorizzazioni. Peraltro, l’autorità di competenza, in questo caso il Comando della polizia municipale, non avrebbe ancora reso a costui i chiarimenti richiesti. E tra le diverse audizioni fatte, non vi sarebbe quella della possibile “autrice del misfatto”, spiega alla Gazzetta del Sud sempre il proprietario. Certo, sarebbe opportuno capire cosa davvero sia accaduto, “magari ascoltando –incalza il cittadino –i dipendenti comunali interessati. Qualcuno di loro, infatti, dovrebbe anche rivestire la qualifica di agente di polizia mortuaria”.  Ergo, come è possibile –viene da domandarsi –che la traslazione di una salma possa essere passata così inosservata? “La mole di lavoro necessaria e il tempo da impiegare sono tali e tante che non poteva non essere affatto notata da alcuno”. A meno che “l’operazione non sia stata fatta con il favore delle tenebre”. A maggior ragione, in una tale eventualità “bisognerebbe fare chiarezza in termini di legge”.

Riannodando i fili della vicenda, il proprietario della cappella cimiteriale, aveva avuto modo negli anni scorsi di constatare che all’interno della struttura risultasse inumata la salma di una donna senza che mai “sia stata data dal mio assistito –puntualizzava il legale –alcuna autorizzazione, mentre da verifiche fatte sembra che nei registri di cui articoli 71 e 72 del regolamento cimiteriale, nulla risulti annotato”. Un fatto inquietante, tanto più se si considera che “traslazione può avvenire previa domande del concessionario o di un suo erede, tramite compilazione del modello di autorizzazione alla riesumazione e alla traslazione della salma, all’Ufficio della Polizia mortuaria”. Quest’ultima provvede a constatare “la sussistenza dei presupposti di legge” e a verificare “la titolarità dei richiedenti”, disponendo il trasferimento del corpo a seguito del pagamento di un apposito diritto con tanto di istanza in bollo”. Ma nel caso finito sotto la lente d’ingrandimento, nulla di tutto questo sembra essere stato effettuato.