La Dda di Catanzaro ha chiude il cerchio dopo il maxi-blitz che nel luglio 2016 aveva portato ad un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 58 persone

di GABRIELLA PASSARIELLO


Da Diamante a Scalea a Praia a Mare, fiumi di droga che inondavano di cocaina, hascisc e marijuana le principali località balneari della costa tirrenica calabrese sotto il controllo del clan Muto. Un clan che per oltre un trentennio avrebbe monopolizzato le risorse economiche del territorio curando nei minimi dettagli la commercializzazione di prodotti ittici su tutta l’area turistica del Tirreno cosentino. I procuratori aggiunti della Dda di Catanzaro Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto,insieme ai sostituti Camillo Falvo e Alessandro Prontera, sotto la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri, hanno chiuso il cerchio su ottantadue indagati coinvolti nell’operazione “Frontiera” che il 19 luglio dell’anno scorso ha portato a 58 misure cautelari contro il clan Muto e alla contestuale esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di 7 milioni di euro.

Le indagini. Il maxi blitz "Frontiera" è partito da un troncone di inchiesta sull'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica (Salerno) ucciso nel 2010. Indagini mirate ad accertare l’operatività nel Cilento e nel Vallo di Diano di articolazioni della cosca Muto di Cetraro attive nel settore del narcotraffico. L’attenzione si è focalizzata su Vito Gallo di Sala Consilina in storici rapporti con Francesco e Luigi Muto di Cetraro, nonché con Pietro Valente, rappresentante della ‘ndrina di Scalea, federata agli stessi Muto. Un’operazione che ha consentito di delineare l’operatività di un sodalizio mafioso facente capo a Francesco Muto, il “Re del pesce”, dedito principalmente al narcotraffico e allo sfruttamento di risorse sul territorio, con attività fittiziamente intestate ad una serie di prestanome con l’unico obiettivo di avere il controllo di importanti settori commerciali, primo fra tutti il mercato ittico.

Il controllo sulla grande e media distribuzione. Le indagini hanno fatto luce su un sistema di estorsioni ai danni della media e grande distribuzione, compresi i ristoratori e gli albergatori della riviera settentrionale cosentina, ai quali i prodotti ittici venivano distribuiti e commercializzati in assenza di concorrenza. Due esempi tra tutti: l’estorsione perpetrata da Vito Gallo e Pietro Valente, tra il 2013 ed il 2014, ai danni di un imprenditore salernitano, titolare di più supermercati del marchio Conad nel comprensorio di Sala Consilina e finalizzata ad assicurare ai Muto la gestione della pescheria all’interno del Centro Commerciale di Sant’Arsenio (Sa); o quella messa in atto, nell’inverno 2015 da Vito Gallo e Luigi Sarmiento ai danni del titolare di un supermercato Conad di nuova apertura a Scalea (Cs). L’apertura di diverse rivendite di pesce, intestate a congiunti e prestanome, avrebbe garantito al clan una significativa fetta dell’offerta al dettaglio di prodotti ittici, eludendo le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione.

I servizi di lavanderia e vigilanza nelle mani del clan. I servizi di lavanderia industriale, venivano gestiti, secondo le ipotesi di accusa, da Antonio Mandaliti ,elemento di vertice della cosca Muto, attraverso l’impresa individuale fittiziamente intestata alla moglie Maria Iacovo, che avrebbe fornito le proprie prestazioni ai numerosi alberghi, ristoranti, resorts e villaggi turistici nel territorio controllato dal sodalizio, imponendo contestualmente l’approvvigionamento di prodotti ittici all’impresa dei Muto. Per i servizi di vigilanza e sicurezza nei locali di intrattenimento sulla riviera settentrionale tirrenica, una serie di fidati imprenditori avrebbero assicurato al sodalizio “degli zingari” di Cosenza ed agli stessi Muto il controllo di questa attività, riuscendo ad imporre ai titolari di locali e delle discoteche il numero di buttafuori, di addetti e il costo delle prestazioni effettuate da ciascuno.

Le ipotesi di accusa. Gli indagati dovranno difendersi dalle accuse che vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere di tipo mafioso a quella finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. E poi ancora estorsione, rapina, usura, illecita concorrenza con violenza e minaccia.


I NOMI DEGLI OTTANTADUE INDAGATI

Antonio Abbruzzese, detto “Tonino Banana”, 42 anni, di Cosenza

Carlo Antonuccio, 37 anni, di Cetraro

Giuseppe Antonuccio, 25 anni, di Cetraro

Gianluca Arlia, 24 anni, di Paola

Salvatore Baldino, 56 anni, di Cosenza

Giorgio Ottavio Barbieri, 40 anni, di Roma

Francesca Barbieri, 44 anni, di Roma

Davide Bencardino, 46, Belvedere Marittimo

Pierpaolo Bilotta, 41 anni, di Praia a Mare

Giuseppe Nicola Bosco, 66 anni, di Ionadi

Gennaro Brescia, 53 anni, di Catanzaro

Agostino Bufanio, 44 anni di Cetraro

Giulio Caccamo, 42 anni, di Scalea

Giuseppe Calabria, 37 anni, di Paola

Pietro Calabria, 31 anni, di Paola

Vincenzo Campagna, 36 anni, di Praia a Mare

Giuseppe Candente, 39 anni, di Cetraro

Gianluca Caprino, 42 anni, di Cosenza

Giuseppe Caputo, 51 anni, di Cosenza

Gino Caroprese, detto lo “Sghincio”, 47 anni di Scalea

Luca Carrozzini, 32 anni, di Scalea

Marco Carrozzini, 34 anni, di Scalea

Enzo Casale, 46 anni, di Sala Consilina

Angelo Casella, 69 anni, di Diamante

Angelo Chianello, 50 anni, di Paola

Simone Chiappetta, 42 anni, di Praia a Mare

Fedele Cipolla, 30 anni, di Cetraro

Franco Cipolla, 56 anni, detto “Tabacco”, di Cetraro

Angelina Corsanto, 74 anni, di Cetraro

Giuseppe Crusco, 45 anni, detto il “Nano”, di Cetraro

Alessandro De Pasquale, 36 anni, di Cetraro

Antonio Di Pietromica, detto “Tonino”, 50 anni di Belvedere Marittimo

Gianfranco Di Santo, detto “Pulicino”, 47 anni di San Nicola Arcella

Giuseppe Natale Esposito, 64 anni, di San Mango D’Aquino

Gaetano Favaro, 32 anni, di Belvedere Marittimo

Giuseppe Fiore, 44 anni, di Rose

Adolfo Foggetti, 32 anni, di Cosenza (collaboratore di giustizia)

Pier Matteo Forestiero, 43 anni, di Cosenza

Amedeo Fullin, 25 anni, di Praia a Mare

Antonietta Galliano, 54 anni, di Cetraro

Cono Gallo, 37 anni, di Sala Consilina

Vito Gallo, 61 anni, di Sala Consilina

Agostino Iacovo, 31 anni, di Cetraro

Emilio Iacovo, detto "Milio lo stalliere", 54 anni, di Diamante

Maria Iacovo, 55 anni, di Diamante

Simone Iannotti, 34 anni, di Praia a Mare

Emanuel La Scaleia, detto “Bacheca”, 39 anni di Praia a Mare

Massimo Longo, 51 anni, di Genova

Guido Maccari, detto “Mazzaruni”, 35 anni, di Cetraro

Laura Maccari, 59 anni, di Cetraro

Alessandra Magnelli, 37 anni, di Cosenza

Antonio Mandaliti, 60 anni, di Diamante

Filippo Matellicani, 33 anni, di Tortora

Giuseppe Montemurro, 37 anni, di Cosenza (collaboratore di giustizia)

Francesco Muto, detto “Franco”, soprannominato “Il Re del pesce”, 77 anni,
di Cosenza

Luigi Muto, 54 anni, di Acquappesa

Mara Muto, detta “Mary”, 44 anni, di Cetraro

Sandra Muto, 49 anni, di Belvedere Marittimo

Carmine Occhiuzzi, detto “Minuccio”, 64 anni, di Cetraro

Luca Occhiuzzi, 29 anni, di Cetraro

Andrea Orsino, 46 anni, di Cetraro

Alfredo Palermo, 34 anni, di Paola

Valentino Palermo, 27 anni, di Paola

Sara Pascariello, 22 anni, di Cetraro

Antonio Pignataro, detto “Cicchitella”, 54 anni, di Cetraro

Mario Piromallo, detto “Renato”, 50 anni, di Cosenza

Sabrina Silvana Raimondi, 41 anni, di Rozzano (Milano)

Maurizio Rango, 40 anni, di Cosenza

Vittorio Reale, 32 anni, di Leuzzi

Andrea Ricci, 32 anni, di Praia a Mare

Michele Rizzo, 54 anni, di Cosenza

Simona Maria Assunta Russo, 40 anni, di Scalea

Luigi Sarmiento detto “Gino Fish”, 50 anni, di Scalea

Giuseppe Scornaienchi, detto “Pino o Cunfiett”, 22 anni, di Cetraro

Salvatore Sinicropi, 40 anni, di Praia a Mare

Mariangela Tommaselli, 36 anni, di Cetraro

Rocco Eupremio Trazza, 41 anni, di Belvedere Marittimo

Alexander Tufo, detto “Alex”, 31 anni, di Cetraro

Carmelo Valente,detto “Testa bianca” o “Ravanelli”, 53 anni, di Scalea

Luigino Valente, 35 anni, di Praia a Mare

Pietro Valente, 49 anni, di Belvedere Marittimo

Fabrizio Vitale, 40 anni, di Sala Consilina