Ancora un attacco all'amministrazione di palazzo "Luigi Razza" in vista della seduta in programma il prossimo 13 novembre. D'Agostino denuncia l'ennesimo possibile "pasticcio". 

dalla REDAZIONE

Dalle modifiche dello statuto al consigliere delegato. Il Forum delle associazioni torna all'attacco dell'amministrazione comunale di Vibo Valentia. E dopo aver espresso tutte le sue riserve sulla legittima dell'ordine del giorno inerente la questione, affonda il coltello nella piaga,  attraverso il suo portavoce Antonio D'Agostino che parla ancora una volta di “anomalia procedurale”.

Consigliere delegato. E punta l'indice contro la ventilata istituzione del consigliere delegato. “ L’ordine del giorno – si chiarisce - non può evidentemente riferirsi a tale figura di consigliere, del tutto estranea alle funzioni e competenze del Consiglio comunale”. Infatti, “se nella formulazione dell’ordine del giorno il termine “delegato” è stato utilizzato nel suo significato, la delega non può che riferirsi al conferimento ad un consigliere comunale di trattare materia/e di competenza del Sindaco, G.M o assessorati”.

Poi mette le mani avanti, quasi presagendo ciò che tra qualche giorno potrebbe verificarsi. “Se cosi fosse, il tentativo dell’Amministrazione sarebbe fortemente maldestro sul piano di legittimità, nonché riprovevole su quello politico”.

Corsi e ricorsi. “La figura del consigliere delegato aveva un senso nella previgente normativa degli Enti locali che accentrava le attività gestionali in capo al Consiglio comunale. Oggi il Consiglio comunale è organo di indirizzo politico e di controllo : da ciò deriverebbe che il consigliere, come figura che tratta competenze del Sindaco o della Giunta, dovrebbe essere sottoposto al controllo del Consiglio, ma, nel contempo, dovrebbe , per appartenenza all’organo di controllo, giudicare sulla legittimità del proprio operato”. Il tutto senza considerare che si andrebbe palesemente a violare “la normativa vigente che impone – puntualizza il Forum - agli amministratori comunali di disimpegnare i propri compiti istituzionali nel rispetto delle funzioni di spettanza del Sindaco, assessori e dirigenza comunale. Il ricorso alla delega costituirebbe violazione di siffatto principio e non appare logico che il TUEL fissi la rigidità delle competenza e nel contempo consenta di eliminarlo con l’istituto della delega”.

L'affondo finale. Politiche le conclusioni che vanno a ripercorrere un terreno già solcato dal Forum: “La maggioranza è conscia che la miriade di voci che provengono dall’accozzaglia di numerose liste impedisce la manifestazione di una volontà consiliare unitaria nell’ambito della stessa maggioranza, il dialogo fra Sindaco e consigliere , nonché quello fra consiglieri e singoli assessorati”. In questo marasma, “il consigliere delegato dovrebbe fungere da collante e porsi come elemento catalizzatore”. Un pasticcio insomma visto che “si sta verificato quello che in campagna elettorale abbiamo previsto e denunciato”.