Antonio Accorinti, collaboratore di giustizia e figlio del presunto boss Antonino, ha rivelato in aula bunker a Lamezia Terme, nel corso del processo "Maestrale", un piano per eliminare un carabiniere in servizio a Briatico. Il carabiniere, descritto come rigoroso e fastidioso per la 'ndrangheta, era solito praticare pesca subacquea nella zona di Marina di Briatico.

Secondo Accorinti, Gregorio Niglia, Simone Melluso e Antonino Tedesco avevano discusso di approfittare di queste immersioni per ucciderlo. Tedesco, anch’egli appassionato di pesca subacquea, avrebbe dovuto compiere l'omicidio, mentre Accorinti avrebbe recuperato il corpo con il gommone. Il piano sembrava perfetto poiché l’area era isolata e poco frequentata, ideale per un omicidio senza testimoni.

Accorinti, però, si oppose all’esecuzione poiché temeva di essere facilmente individuato, avendo già un procedimento in corso per oltraggio nei confronti del carabiniere.